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E poi fu l'alba

Artisti iraniani in scena il 23 dicembre al Teatro Parenti di Milano, in uno spettacolo a cui aderisce anche Gariwo

Ancora una volta, quella che avrebbe dovuto essere una festa diventerà una ricorrenza per ricordare quanto sarà lungo e sofferto il cammino per riuscire a vedere l’alba della libertà. La notte più lunga del solstizio invernale, Yalda, sarà accolta dalla diaspora iraniana al Teatro Franco Parenti, il 23 dicembre. Con uno spettacolo “E poi fu l’alba”, diretto da Ashkan Khatibi, famoso attore fuggito dall’Iran un anno fa dopo l’arresto, interrogatori brutali e ripetute minacce da parte del regime degli ayatollah. “Per noi iraniani, Yalda è sempre stata l'emblema della vittoria della luce sull'oscurità ma quest'anno evoca anche il nome di Yalda Aghafazli che ha chiuso gli occhi per sempre poco dopo essere uscita dal carcere”, spiega Rahyane Tabrizi, presidente dell’associazione Maanà che ha organizzato lo spettacolo a cui Gariwo ha dato la propria adesione

Per accogliere l’alba della democrazia, diversi artisti iraniani saliranno sul palco per cantare, suonare, recitare monologhi e rappresentare alcuni episodi ispirati al poema epico Shāh-Nāmeh del celebre poeta iraniano Firdusi. Sul palco, fra gli altri, ci saranno Taher Nikkhah, Sanam Naderi, Ashkan Khatibi, Rayhane Tabrizi, Delshad Marsous e Ramtin Ghazavi (tenore Iraniano del Teatro alla Scala di Milano). E anche la ballerina Saba Poori che ha guidato il flashmob danzante al Giardino dei Giusti di Milano il 2 aprile scorso in occasione del Giorno della natura, lo Sizdah bedar. In “E poi fu l’alba”, il racconto epico si intreccerà con l’attualità politica del movimento Donna, vita e libertà che ha appena ottenuto il riconoscimento più prestigioso del Parlamento europeo, il premio Sacharov, e indirettamente anche il premio Nobel per la Pace assegnato all’attivista Narges Mohammadi che sarà omaggiata durante la Giornata dei Giusti dell’umanità, il 6 marzo del 2024. “Sarà uno spettacolo che aiuta a capire la malvagità del regime della Repubblica islamica e la natura demoniaca di Khamenei”, aggiunge Rayhane Tabrizi. Yalda è una festa con radici storiche, culturali e spirituali profondissime in Persia e Mesopotamia connesse al culto di Mitra. Durante la notte più lunga dell’anno gli iraniani raccontano storie e condividono le ore che li separano dall’arrivo della luce. Amici e familiari si riuniscono per mangiare, bere e leggere poesie. Al Teatro Parenti, il 23 dicembre verrà rappresentato un capitolo della saga che riconduce in uno schema dinastico l’intera storia della civiltà persiana

Composto da 50mila distici, lo Shāh-Nāmeh narra l’epopea persiana dalla creazione del mondo alla conquista islamica dell’Iran che ha messo fine all'influenza zoroastriana in Iran. “Pensato per narrare la storia iraniana attraverso l’arte che tocca il cuore, nel mio monologo parlerò anche delle similitudini con la cultura italiana perché Yalda si festeggiava anche in Italia fino al 313 d.C., anno dell’Editto di Costantino.”, spiega Rahyane Tabrizi. La festività di Yalda diventerà al Teatro Parenti un nuovo gesto di ribellione e di attesa dell’alba della libertà. In nome di Jina Mahsa Amini ma anche di Yalda Aghafazli arrestata il 26 ottobre 2022. In un messaggio audio inviato alla sua amica del cuore subito dopo essere uscita dalla prigione, aveva confidato alla sua amica tutte le violenze subite con la voce rotta dal pianto. Yalda era stata rapita mentre tornava nella sua casa di Tehran dopo aver scritto slogan contro Khamenei su un muro della città. Il 6 novembre era stata rilasciata e due giorni dopo è stata trovata morta nel suo letto. E anche nel nome delle oltre seicento persone impiccate in Iran dall'inizio del 2023, di cui nove in una sola giornata. Un macabro record, il numero più alto dopo le 972 condanne a morte eseguite nel 2015, come ha sostenuto l’organizzazione umanitaria Iran Human Rights. Perciò lo spettacolo “E poi fu l’alba” porterà in scena la tradizioni artistiche iraniane per evocare e invocare la luce della democrazia che dovrà arrivare.

Cristina Giudici, giornalista

18 dicembre 2023

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