Guerra, democrazia in bilico, linguaggi d’odio. Di fronte alla complessità del periodo storico che stiamo vivendo sembra che non ci siano spiegazioni concrete, men che meno delle soluzioni. “Fatti vedere da uno bravo”. Lo si sente dire spesso, durante una lite, sui social… e allora noi lo abbiamo fatto davvero. Abbiamo chiesto una valutazione del nostro tempo a Luigi Zoja, psicoanalista junghiano di fama internazionale nonché presidente dell'Associazione Internazionale di Psicologia Analitica.
Come possiamo leggere e definire l’epoca che stiamo vivendo?
È molto difficile dirlo. Per analizzare la situazione io, come metodo, cerco sempre di adottare una prospettiva distaccata, come da lontano, per poter essere oggettivo. Però quello che vedo è lampante: viviamo in una epoca di diminuzione: diminuzione dell’equilibrio psichico, sempre più precario, del livello culturale e anche del livello di intelligenza. Siamo diventati incapaci di avere relazioni affettive abbiamo difficoltà con l’uso razionale della mente. Tutto ciò porta a un calo delle prestazioni scolastiche e persino della sessualità. Un paradosso se ci pensiamo, visto che viviamo in una epoca di totale permissività. Il risultato è il crollo delle nascite, ma anche il crollo di affermazioni positive. In generale, si moltiplicano le cose che viviamo passivamente. E tra le tante c’è anche la comunicazione tra le persone.
Oggi, anche sui social ci leggono delle cose tremende e spesso si dice: fatti vedere da uno bravo. Da psicanalista, che giudizio ha del nostro stile di vita, di questa democrazia sbilenca e di questa intelligenza artificiale che avanza?
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, posso dire che è sicuramente uno degli aspetti della tecnologizzazione della comunicazione ma, in senso più stretto, è la delega della mente a qualcos’altro che mente umana non è e che, pertanto, non ha coscienza. E la coscienza è proprio ciò che per millenni ha caratterizzato l’uomo, rendendolo la più evoluta tra le specie. Sono abbastanza contento di non vedere l’evoluzione di questo aspetto. Il tema dell’intelligenza artificiale è legato a quello della frattura del nostro tempo. Che la democrazia sia a rischio è un dato di fatto, non è una ipotesi. È come il cambiamento climatico. Non è un rischio, sta già avvenendo. Viviamo un’epoca di ripiegamento, di regressione di tutto, quindi anche della democrazia.
Anche le attività umane primarie sono in crisi: il sesso, come dicevo prima, o il nutrimento, con persone che mangiano troppo o sono anoressiche. Questa crisi la viviamo tutti i giorni ma i ragazzi la sentono di più. Sono aumentate le ragazze che si tagliano, i ragazzi si isolano socialmente. Di questi fenomeni non se ne parla abbastanza, ma soprattutto non si inverte la tendenza. Anche la democrazia ha imbroccato questa china, con un deterioramento dei processi comunicativi, sempre più incentrati sulla violenza.
Secondo lei, ci sono nel passato elementi che ci possono dare una lettura del presente in chiave analitica? Come una sorta di previsione dei rischi che corriamo oggi?
In un certo senso sì. Quando si parla della situazione internazionale, trovo che l’appeasement con Putin sia simile a quella che c’è stata ai tempi con i fascismi, fin quando Hitler ha invaso la Polonia e allora lo si è dovuto fermare. Ci sono, effettivamente, aspetti della storia che tendono a ripetersi. Per esempio, ancora oggi di fronte a situazioni di crisi che non si sa come risolvere si ricorre al conflitto e alla potenza militare., lo abbiamo visto in Ucraina e in Medio Oriente.
Tuttavia, molte delle situazioni che viviamo oggigiorno sono nuove e assolutamente imprevedibili. Alle guerre novecentesche, per lo più ideologiche, si sono sostituite le guerre asimmetriche, combattute anche dal punto di vista tecnologico e informatico. Le escalation di oggi, con tutte le altre sfide che ci troviamo ad affrontare come la crisi climatica, sono assolutamente inedite e non c’è alcun riferimento nel passato. Questo significa che non abbiamo a portata di mano soluzioni già “sperimentate”.
Foto di Elena Torre (Flickr) https://www.flickr.com/photos/...
