Gariwo
QR-code
https://it.gariwo.net/magazine/la-cura-scardinare-gli-schemi-e-sensibilizzare-27982.html
Gariwo Magazine

La cura: scardinare gli schemi e sensibilizzare

Violenza di genere

Negli ultimi tre anni l’Europa si è ritrovata ad affrontare la guerra, cosa che non accadeva da oltre un trentennio. Non che le cose andassero benissimo prima, essendo reduci da una pandemia che ha costretto il mondo intero a fare i conti con la paura, l’isolamento e con la sensazione di impotenza. La crisi che ne è scaturita ha prodotto conseguenze di cui ancora poco capiamo l’impatto, ma certamente il clima che oggi respiriamo è carico di tensione e odio verso il prossimo. Giorno dopo giorno, senza neanche rendercene conto, viviamo momenti di estrema ostilità e ricorriamo all’insulto e alle ingiurie con estrema facilità. Ciò avviene nella vita reale, così come sui numerosi social network che abbiamo a disposizione. In entrambi i contesti, l’odio e l’aggressione verbale e fisica sembra quasi sdoganata, come un qualcosa da subire o accettare. E a farne le spese, spesso, sono le donne e la verso la comunità LGBTIQIA+

L’odio contro le donne può manifestarsi in molti modi. Dapprima, magari, solo sui social, tramite insulti sporadici e commenti osceni postati sotto le fotografie. Poi quel tarlo nel cervello si scatena contro un’amica, contro la compagna, la madre, la moglie e bastano uno spintone, uno schiaffo, spesso, ad allargare la voragine della violenza. Ma anche dall’odio contro le donne si può guarire. Possono guarire i carnefici, così come le vittime, perché l’odio lascia ferite aperte in tutti. “Si può fare – spiega la psicologa Marta Musso - È necessario andare a spezzare questi schemi facendo psico-educazione e, in particolare, applicando quella che si chiama pedagogia di genere, una tecnica di rieducazione che abbatte le gabbie di genere. Si devono andare a scardinare gli schemi più consolidati e più difficili da rintracciare dentro agli altri schemi della vita adulta. Ma con l’aiuto della psicoterapia è fattibile”. Anche per la criminologa Cinzia Mammoliti è possibile intervenire. Anzi, è necessario intervenire il più velocemente possibile. “Si deve fare prima di tutto prevenzione e sensibilizzazione, offrendo supporti veri ed efficaci e sostegni ai ragazzi che hanno difficoltà a verbalizzare le emozioni. Spesso non capiscono neanche cosa stanno vivendo, soprattutto i preadolescenti e gli adolescenti. Quindi, serve avere un occhio più attento, un ascolto più attivo. Credo che anche la famiglia debba mettersi seriamente in discussione come istituzione. Perché la disgregazione della famiglia, che oggi è all'ordine del giorno, ha contribuito a certe situazioni tranne poi darsi degli alibi per aver dismesso il suo ruolo educativo”.


Questo contenuto fa parte del dossier
Come curare le ferite dell'odio.
Le altre parti su Violenza di genere e omolesbotransfobia sono:

22 gennaio 2025