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Memoria delle foibe

Graziano Udovisi: il sopravvissuto



Graziano Udovisi fu uno dei pochissimi che sono riusciti a sopravvivere alla morte. Gli uomini di Tito torturano lui e altri cinque compagni: le frustate li hanno resi rossi di sangue. Poi li costringono a camminare scalzi e legati tra loro da un filo di ferro sul bordo di una foiba... subito dopo cominciano a sparare. Graziano con un gesto disperato si lancia nella cavità, pensando "Foiba mia, sei della mia terra, fammi morire subito". E invece la Foiba lo salva, riesce ad aggrapparsi a un alberello che rallenta il volo di circa 20 metri. Alla fine del vuoto l'acqua. Graziano riesce a raggiungerla trattenendo il fiato, con la mano, liberata dal filo di ferro, afferra quella che inizialmente sembra una zolla di terra. Si tratta invece della testa di un suo compagno, che salverà dalla morte. 

Per tutta la vita Graziano ha rivissuto negli incubi quei momenti tremendi.
Da TG1 Storia del 5 febbraio 2007

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