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GariwoNetwork 2025

Democracy – Milano, dal 27 al 29 novembre

Si è conclusa l’edizione 2025 del GariwoNetwork, dedicata al grande tema della Democrazia. In un momento storico profondamente segnato da crisi sociali, guerre e un clima d’odio diffuso, abbiamo proposto ai membri della rete della Fondazione Gariwo e alla città di Milano un palinsesto originale sulle sfide attuali, riflettendo insieme sul senso etico e filosofico delle democrazie contemporanee.

Il GariwoNetwork 2025 si è articolato in tre giornate di lavoro e confronto dedicate alla rete internazionale e italiana dei Giardini dei Giusti. Dal 27 al 29 novembre, referenti, educatori, studiosi e collaboratori si sono impegnati in un percorso condiviso per approfondire il ruolo della democrazia oggi e per rafforzare la missione educativa dei Giardini.

Nel primo pomeriggio del 27 novembre, i rappresentanti internazionali si sono riuniti per discutere sfide e prospettive della Democrazia contemporanea, in un incontro introdotto da Gabriele Nissim. La mattina del 28 novembre è stato dedicato a un workshop di scambio di pratiche e bisogni emergenti, mentre nel pomeriggio i collaboratori di GariwoMag hanno lavorato sull’evoluzione della rivista online e sul racconto dei Giusti di oggi. Il 29 novembre, un ampio laboratorio rivolto alla rete italiana ha permesso di riflettere collettivamente sul significato della Democrazia nel presente, rafforzando coesione e visione comune.

Accanto agli incontri interni, il 28 novembre si è svolta la conferenza plenaria “Democracy”, che ha offerto uno sguardo autorevole sulle fragilità delle democrazie e sul ruolo della memoria nel contrasto a autoritarismi e nazionalismi. Sono intervenuti Gabriele Nissim, Adam Michnik, Anna Foa e Tonia Mastrobuoni, con i saluti istituzionali di Elena Buscemi. La moderazione è stata affidata a Martina Landi.

Il programma pubblico è proseguito con l’incontro internazionale “Beyond the Game: quando lo sport è Giusto”, realizzato in collaborazione con l’Ufficio ONU per la prevenzione dei genocidi. Atleti, attivisti e professionisti dello sport hanno condiviso storie e prospettive su come lo sport possa prevenire l’odio, promuovere l’umanità e generare comunità inclusive, con particolare attenzione alle sfide del continente africano.

Infine, le visite guidate della mostra fotografica “I Giusti nello Sport” hanno offerto alla cittadinanza una passeggiata nel cuore di Milano per riscoprire le storie di atlete e atleti che, in contesti e periodi diversi, hanno scelto il bene contro discriminazioni, violenze e ingiustizie. La mostra, allestita in via Dante in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, racconta quattordici testimonianze emblematiche di coraggio morale, inclusione e responsabilità.

Come abbiamo ricordato alle Nazioni Unite lo scorso 18 giugno, i Giardini dei Giusti sono spazi di pluralità e democrazia, in cui le storie di Giusti e Giuste diventano strumenti per rammendare e riconciliare. Anche quest’anno, il GariwoNetwork ha offerto un’importante occasione per riflettere sulla crisi contemporanea della democrazia e sul ruolo sociale dei Giardini dei Giusti, esplorando nuovi concetti di cittadinanza attiva e coraggio morale.

I referenti internazionali al Giardino di Milano

Il 27 novembre, prima delle sessioni del GariwoNetwork 2025, i referenti internazionali dei Giardini dei Giusti provenienti da quasi dieci Paesi hanno visitato il Giardino dei Giusti di Milano, il luogo simbolico da cui tutto è iniziato.

È stato un momento intenso, fatto di riconoscimenti e connessioni profonde: alcuni hanno ritrovato tra cippi e targhe le storie dei Giusti e delle Giuste che appartengono anche alla storia del loro Paese.

Dalla figura di Marek Edelman per i rappresentanti polacchi, a quella di Vera Vigevani Jarach per gli amici argentini, fino ai partecipanti provenienti da regioni colpite da guerre e conflitti, che nel Giardino hanno ritrovato un segno di speranza e dignità.
Questa visita ha ricordato a tutti noi perché esiste la Rete Internazionale dei Giardini dei Giusti: per costruire un luogo comune fatto di pluralità, memoria viva e coraggio morale.

Ogni Giardino, da Tirana a Neve Shalom Wahat al-Salam, dal Ruanda a Varsavia, da Marsiglia al Kurdistan iracheno, racconta una storia locale che diventa universale, perché parla la lingua della dignità umana.
Su questo sfondo di diplomazia internazionale e impegno globale, il workshop di novembre ha permesso a ciascun rappresentante di presentare le ragioni storiche, culturali o sociali che hanno reso necessaria la creazione di un Giardino nel proprio Paese.

Gli incontri dedicati alla rete

In un contesto mondiale attraversato da crisi sociali, conflitti e crescente polarizzazione, la rete della Fondazione Gariwo ha scelto di interrogarsi sul significato etico e filosofico delle democrazie contemporanee, offrendo alla città un palinsesto di dialogo e riflessione condivisa.

Nel pomeriggio di giovedì 27 novembre, i referenti internazionali dei Giardini dei Giusti si sono riuniti per esplorare le sfide presenti e future della Democrazia. L’incontro, introdotto da Gabriele Nissim, ha rappresentato l’occasione per presentare nuovi indirizzi tematici ed educativi della Fondazione.

Il workshop del mattino successivo, 28 novembre, dedicato alla rete internazionale, ha favorito lo scambio di pratiche, esperienze e prospettive: ogni rappresentante ha condiviso casi di successo, bisogni emergenti e possibilità di sostegno reciproco.

Nel pomeriggio, invece, i collaboratori di GariwoMag, la rivista online della Fondazione Gariwo, si sono confrontati sull’evoluzione del progetto editoriale, riaffermando l’impegno nel raccontare i contesti dei Giusti di oggi.

Infine, nella mattinata del 29 novembre, il grande laboratorio dedicato alla rete italiana ha permesso ai partecipanti di riflettere insieme sul senso della Democrazia nell’attualità, rafforzando coesione, appartenenza e visione comune all’interno della comunità Gariwo.

Conferenza plenaria “Democracy”

Venerdì 28 novembre 2025, a conclusione della seconda giornata di GariwoNetwork 2025, si è tenuta la conferenza plenaria “Democracy”. Un confronto diretto e serrato sulle fragilità delle democrazie contemporanee, sul ruolo della memoria e sulla necessità di nuovi strumenti per contrastare autoritarismi, nazionalismi e odio, promuovendo una cultura del dialogo.

Sono intervenuti Gabriele Nissim, presidente di Fondazione Gariwo, Adam Michnik, storico dissidente polacco e direttore di Gazeta Wyborcza, Anna Foa, storica, vincitrice del Premio Strega per la saggistica 2025 e Tonia Mastrobuoni, corrispondente da Berlino per La Repubblica, con i saluti istituzionali di Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale di Milano. La moderazione è stata affidata a Martina Landi, direttrice generale di Fondazione Gariwo.

Un appuntamento che ha offerto spunti essenziali per comprendere le sfide democratiche del presente.

Panel “Beyond the Game: quando lo sport è Giusto”

Sabato 30 novembre, giornata conclusiva di GariwoNetwork 2025, si è svolto il panel “Beyond the Game: quando lo sport è Giusto”, organizzato in collaborazione con l’Ufficio ONU per la prevenzione del genocidio. Un incontro dedicato a indagare il ruolo dello sport come linguaggio universale capace di educare al rispetto, contrastare l’odio e rafforzare i diritti umani.

Il panel ha riunito voci e testimonianze significative, a partire da Eric Eugène Murangwa, ex portiere del Rayon Sports e sopravvissuto al genocidio dei Tutsi del 1994, oggi impegnato con la Ishami Foundation nella promozione della pace attraverso il calcio. Durante l’evento è stata organizzata una raccolta di materiale sportivo destinato ai giovani in Ruanda, gesto concreto per sostenere il suo lavoro educativo.

Accanto a lui, il giornalista Darwin Pastorin, da sempre interprete dello sport come spazio di cultura democratica; Marc-André Zoro, ex difensore ivoriano ricordato per il suo gesto contro il razzismo nel 2005; Rishi Jain, Director of Impact del Liverpool FC e promotore di progetti per l’inclusione nelle comunità sportive; Larissa Iapichino, campionessa europea di salto in lungo; Salima Souakri, ex campionessa algerina di judo e ambasciatrice UNICEF; Gabriele Nissim, presidente di Fondazione Gariwo, Dalila Sadinlija, Ufficio ONU per la prevenzione del genocidio, e Mauro Bencich, allenatore della squadra Panafrica Bresso4. La moderazione è stata affidata a Joshua Evangelista, responsabile della comunicazione di Gariwo.

All’interno della cornice di GariwoNetwork 2025, il panel ha offerto uno sguardo concreto su come lo sport possa diventare strumento di consapevolezza civile, contrasto all’odio e costruzione dei valori fondamentali della vita democratica.