Idee per la didattica a distanza

di Fabiola Grassi, 18 marzo 2020

Cari insegnanti,

in queste giornate difficili, con le scuole chiuse, noi di Gariwo continuiamo col nostro impegno nel far scoprire le storie dei Giusti.

Ogni giorno sulla nostra pagina Facebook proponiamo la rubrica social “Gariwo School” ricca di articoli, video, suggerimenti e storie.

Abbiamo quindi pensato di inviarvi, ogni settimana, una newsletter con una proposta di programma didattico da seguire con i vostri studenti.

Clicca qui per i temi della settimana!

Ci piacerebbe sapere se state sperimentando una didattica alternativa per superare la distanza con i vostri ragazzi.

Raccontateci la vostra esperienza, le vostre idee, i vostri suggerimenti e condivideteli con gli altri insegnanti.

Sulla nostra pagina Educazione potrete trovare numerosi percorsi didattici divisi per ordine e grado, approfondimenti sui genocidi, contenuti multimediali, conferenze e preziosi contributi di molte scuole che propongono una didattica sui Giusti.


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Commenti

Maria PeriProposta per una quinta superiore di Maria Peri 18 marzo 2020

Buon pomeriggio a tutti

Come docente di religione nella mia classe V ho scelto come parola/tema annuale Responsabilità e sto cercando di declinarla in alcuni dei suoi tanti aspetti.

Abbiamo parlato della responsabolità verso se stessi e il proprio corpo (con cenni di bioetica); poi abbiamo letto il documento nato dal Sinodo sull'Amazzonia come responsabilità verso il pianeta.
Intanto è arrivato gennaio e abbiamo visto insieme il documentario "Memoria" di Ruggero Gabbai. Ho poi inotrodotto loro un articolo di Hanna Arendt sul tema della responsabilità indivisuale in dittaura e poi... e poi siamo stati messi in quarantena e abbiamo cominciato in qualche modo questa nuova avventura della didattica online. Ora vedo la classe in video lezione una volta in settimana.
Ho affidato a loro un articolo con video da leggere https://it.aleteia.org/2017/03/28/banalita-del-male-7-minuti-per-capirne-shoah-hannah-arendt/ Questo articolo presenta anche due video. Poi stiamo finendo l'articolo della Arendt attualizzando il tema della responsabilità individuale in questi momenti difficili: anche noi quotidianamente scegliamo se essere i meno responsabili verso noi stessi e verso gli altri. Era mia intenzione arrivare al tema dei Giusti e ci arriverò da qui: https://it.gariwo.net/editoriali/cura-del-corpo-e-dellanima-di-fronte-al-coronavirus-21738.html

Leggere articoli in video lezione non è sempre facile, anche perchè gli studenti hanno voglia di parlare, di condividere le piccole cose come se si fosse in classe e io dedico buona parte della lezione al recupero di questa normalità, che bisogna imparare a ri-riempire di significati per goderne pienamente quando si potrà.

Se avete altri suggerimenti o indicazioni li accetto volentieri

Fabiola GrassiLettera aperta agli studenti e ai loro genitori di Antonella Maucioni di Fabiola Grassi 19 marzo 2020

Abbiamo ricevuto una lettera da Antonella Maucioni, Preside dell'Istituto Superiore Leonardo da Vinci di Maccarese-Fiumicino. Pubblichiamo con piacere alcuni passaggi.

Care ragazze, cari ragazzi, cari genitori,
Stiamo vivendo un’emergenza che tutti noi, nella fase iniziale, probabilmente non avevamo percepito in tutta la sua gravità. Nella mia precedente lettera pubblicata sul sito, vi avevo raccomandato di seguire le disposizioni che ci chiedono di non uscire, di restare a casa e vi rinnovo questo appello: so di chiamarvi a un grande sacrificio ed anche a un brusco cambiamento delle vostre abitudini ma tutto questo è assolutamente necessario per proteggere voi stessi e le persone che amate. Sono certa che anche i vostri genitori vi esortano e vi sostengono ad adottare questi comportamenti responsabili: abbiate fiducia in loro e affidatevi al loro amore e alla loro saggezza. Anche io sono una mamma e so bene quanto è difficile ed impegnativo dare delle regole a ragazzi della vostra età, pieni di vita e di entusiasmo. Tuttavia è assolutamente indispensabile seguire le disposizioni che ci impongono di restare a casa: è necessario per noi stessi, per i nostri cari, per i nostri amici, per il nostro Paese e per il mondo. Spesso abbiamo parlato nella nostra scuola della solidarietà, della responsabilità, della giustizia: oggi è data a noi tutti la possibilità con i nostri gesti di testimoniare con un sì o un no che abbiamo compreso che essere Giusti significa saper scegliere non in modo miope quel che ci dà piacere o soddisfazione immediata ma avere il coraggio di scegliere il Bene per sé e gli altri. Il percorso di tutti questi anni insieme non sarà stato vano se, pensando a queste mie parole di oggi, sentirete che ci è data la possibilità di fare la nostra piccola parte per il bene comune e deciderete di seguire la voce della vostra coscienza.

Maria PeriRestituzione di Maria Peri 20 aprile 2020

Dopo alcune settimane di lavoro comincio a raccogliere alcuni testi dagli studenti.

Ne vorrei condividere uno con voi:

"Siamo cresciuti in una società in cui fin da piccoli ci vengono lette delle fiabe in cui per ogni cattivo esistente c’è un ‘buono’, un eroe pronto a difendere la principessa e a preservare la pace. La cruda realtà é che però, invece, non esistono né buoni né cattivi: esistono solo umani che possono far del bene come possono tranquillamente anche fare del male. E questo lo abbiamo sperimentato tutti almeno una volta nella vita: sarà capitato a chiunque di dire parole,dettate dalla rabbia o da qualsiasi altro motivo, e rimanere a vedere il volto dell’altra persona per capire come queste facessero il loro effetto, come puntassero la persona,quasi fossero frecce, e colpissero i sentimenti dell’altro. Siamo capaci di brutte cose,purtroppo, ma nel farle, che siamo pronti ad ammetterlo o meno, siamo sempre e comunque coscienti e consapevoli. Un difetto che ci attanaglia tutti poi é la superficialità: caratteristica necessaria alla nostra sopravvivenza, non potremmo mai sopravvivere contenendo così tante informazioni in quella scatolina che noi comunemente chiamiamo cervello. Ma spesso però siamo superficiali su questioni che invece meriterebbero lunghe e profonde riflessioni. Vuoi per stanchezza, vuoi per pigrizia o per un altro dei mille motivi che potremmo trovare per sentirci ‘a posto’ con noi stessi, siamo pronti ad assorbire ciò che ci viene detto. Ma questo non ci deresponsabilizza. mai. Il caso dei campi di concentramento é solo uno dei tanti momenti in cui la superficialità ha vinto sull’animo umano: un pazzo a capo della Germania che é riuscito a concretizzare le sue idee in un meccanismo in cui é impossibile decidere, e quindi scegliere. O per lo meno é questo quello che ci dicono e ci vogliono far credere. Non é così: dire che Hitler fosse un pazzo lo giustifica, rende meno crudeli le cose che ha fatto, gli toglie un pezzo di colpa. E dire che nessuno poteva scegliere di uscire da questo meccanismo contorto pure. Tutti sono stati responsabili di ciò che é successo: dal primo all’ultimo. Con questo non voglio dire che fosse semplice compiere una scelta, ma possibile sicuramente. Ma per l’appunto la superficialità ha prevalso a partire dal momento in cui é stato pubblicato il “mein kampf” e si é considerato Hitler come un soggetto con idee strane e particolari fino al momento in cui si é lasciato che gli ebrei fossero trascinati via dalle proprie abitazioni. E la cosa peggiore non é stata tanto il numero dei morti, che comunque sono stati tanti e ingiustificabilmente uccisi, ma la crudeltà con la quale piano piano gli hanno tolto dignità, gli hanno portato via la loro identità. Sono stati tramutati in veri e proprio oggetti, marchiati con dei numeri come fossero prodotti di un magazzino, e lasciati al loro destino. E’ stato un evento tremendo in cui si é messo in mostra quanto un uomo potesse fare del male. Era possibile opporsi? Certo, se si fosse compreso fin dall’inizio che quelle idee erano prive di fondamento e assolutamente non plausibili forse le cose sarebbero andate in un’altra maniera. Questo episodio, oltre a ricordarci fin dove l’uomo é riuscito a spingersi in passato, ci deve far tenere a mente che tutti noi tutti i giorni compiamo delle scelte. Anche quando, davanti a stragi accadute dall’altra parte del mondo, cambiamo canale; anche quando, davanti alla sofferenza di un altro, preferiamo la nostra ‘sicurezza’. Anche in quel momento stiamo scegliendo. Tutti i giorni dobbiamo sforzarci di riflettere, di mettere in discussione noi stessi e ciò che ci viene detto, di non rimanere muti davanti agli eventi solo perché non ci riguardano in prima persona. Solo così potremo veramente, ogni giorno, scegliere di rimanere umani." Y.V. Carpi (MO)

Mauro MatteucciL'uomo rimane sempre persona di Mauro Matteucci 21 aprile 2020

Condivido pienamente la riflessione dello studente di Carpi, che mi ricorda una frase tremenda con cui Liana Millu, scrittrice e educatrice ebrea sopravvissuta al lager di Auschwitz-Birkenau, ricordava ai miei studenti che i deportati erano considerati dai carnefici nazisti "stucke", cioè pezzi, non persone.

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L'autore/L'autrice

Fabiola Grassi

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