Gli incontri della Rete Internazionale tenutisi durante il GariwoNetwork il 27 e il 28 novembre hanno rappresentato un momento fondamentale per la crescita continua di Gariwo e, speriamo, anche per tutti i rappresentanti che si sono uniti a noi da quasi dieci Paesi nel mondo. Ciò che è emerso non è stato semplicemente un incontro di coordinamento, ma uno spazio e un contesto intenzionalmente creati per far emergere valori condivisi e somiglianze — qualcosa di sempre più raro nel mondo di oggi, e al tempo stesso capace di accogliere e valorizzare le differenze.
Per una parte del gruppo, la mattina del 27, prima delle sessioni di lavoro, è iniziata con una visita guidata al Giardino dei Giusti di Milano — il luogo simbolico da cui tutto prende forma. è stato un momento profondamente emozionante: alcuni partecipanti hanno riconosciuto tra le targhe e cippi le storie di alcuni Giusti e Giuste lì onorate e che fanno parte della storia del proprio Paese. Tra queste, la storia di Mark Edelman, figura storica per l'Europa del secolo scorso tormentata dai totalitarismi e che ha risuonato in modo forte per i rappresentanti polacchi; la storia di Vera Vigevani Jarach, simbolo di verità e giustizia nonostante le fratture familiari prima della Shoah e poi del dramma dei desaparecidos, ha toccato profondamente i partecipanti argentini; ugualmente intense sono state le emozioni per coloro che provenivano da regioni recentemente colpite da guerre o conflitti, riconoscendo nella loro storia globale un segno di speranza e dignità.
Riprendendo temi approfonditi durante la sessione plenaria, la rete si è riconfermata una comunità costruita sulla pluralità: di memorie, identità, culture politiche, lotte e lingue. La pluralità non è solo un pilastro democratico — è un valore che sta al cuore di ogni Giardino dei Giusti. Storie locali, radicate in contesti culturali specifici, diventano universali perché parlano il linguaggio della dignità umana.
L'attenzione per la rete internazionale prosegue il percorso iniziato a giugno alle Nazioni Unite a New York, in occasione della quarta Giornata Internazionale per il contrasto ai discorsi d’odio. In quell’occasione, Gariwo ha avuto l’onore di essere selezionata dalle Nazioni Unite come modello di buona pratica — chiamata a rappresentare una coalizione etica capace di contrastare l’hate speech attraverso la memoria civica attiva e la solidarietà.
Su questo sfondo di diplomazia internazionale e impegno globale, il workshop di novembre ha permesso a ciascun rappresentante di presentare le ragioni storiche, culturali o sociali che hanno reso necessaria la creazione di un Giardino nel proprio Paese. I loro interventi hanno mostrato quanto profonde e diverse siano tali motivazioni.
Gariwo e la Rete Internazionale
Le sessioni si sono aperte con riferimenti comuni: i valori dei Giusti, l’empatia e la curiosità verso l’Altro, e la nostra offerta educativa. Questi elementi hanno offerto ai partecipanti un orizzonte morale condiviso che guida la missione di Gariwo.
Durante la mattinata di venerdì 28, ogni rappresentante ha avuto l’opportunità di presentarsi e condividere il proprio lavoro, illustrando pratiche di successo, difficoltà incontrate e le motivazioni alla base del proprio Giardino dei Giusti.
- Albania, dove l’Università Cattolica di Tirana è al centro delle attività educative sui Giusti.
- Neve Shalom Wahat al-Salam, dove la convivenza e il dialogo sono vita quotidiana e hanno ispirato pratiche adottate anche a Milano.
- Ruanda, dove le donne guidano processi di riconciliazione e ricostruzione sociale con l’organizzazione SEVOTA.
- Argentina, radicata nell’eredità delle Madres e Abuelas de Plaza de Mayo, che hanno trasformato il dolore in giustizia.
- Kurdistan iracheno e Giordania, dove la giustizia ambientale diventa una frontiera morale e uno strumento di costruzione della pace grazie alle organizzazioni NWE e EcoPeace Middle East.
- Varsavia, Salonicco, Marsiglia e altri luoghi in cui la memoria abita gli spazi pubblici, trasformandoli in strumenti civici di educazione democratica e rileggendo luoghi simbolici della memoria collettiva del Novecento dal punto di vista del Bene.
- E molti altri, inclusi Giardini ancora in fase progettuale, come quello in San Marino, e reti della società civile come la Platform of European Memory and Conscience e la Fondazione Edelstam, che contribuiscono attraverso ricerca, diplomazia e approfondimenti culturali anche in assenza di un Giardino fisico.
Un momento fondamentale di connessione
Ciò che unisce queste esperienze è la convinzione che la democrazia sopravvive dove le persone comuni scelgono il coraggio morale. La rete internazionale non è una vetrina — è un laboratorio in cui memoria, educazione e immaginazione civica si incontrano.
La possibilità e lo spazio dell' incontro sono stati essenziali: un promemoria del perché questa rete esiste e del perché le storie individuali e le connessioni umane contino. Un’occasione costruita sull’ascolto e su uno scopo condiviso, che ha dimostrato che, nonostante le distanze e le storie diverse, i valori che ci uniscono sono più forti di ciò che ci divide.
Questo workshop è solo l’inizio. Guardiamo con fiducia allo sviluppo di cerimonie internazionali, nuovi formati educativi globali, sostegno alla ricerca e alla raccolta di storie sui territori, e alla creazione di cluster tematici — dal coraggio delle donne alla responsabilità ambientale.
Queste storie mostrano la forza della pluralità — non come frammentazione, ma come valore democratico e linguaggio morale universale. Come emerso nella plenaria, la rete internazionale è lo specchio di Gariwo nel mondo: attraverso il particolare, esprime l’universale. I Giardini non sono luoghi per ricordare esclusivamente le tragedie, ma luoghi di speranza, radicati nel “metodo Gariwo”: gratitudine verso chi sceglie il bene, ricerca di storie dal basso, e la convinzione che il bene generi benessere interiore, non sacrificio. Mostrano che il mondo può sempre essere riparato dall’azione umana, anche da individui fragili.
La rete di Gariwo è un laboratorio vivente. Uno spazio in cui memoria, educazione e immaginazione civica si intrecciano, e in cui la democrazia si coltiva non solo nelle istituzioni, ma nei giardini, nelle scuole e negli spazi pubblici.
Per Gariwo, questo workshop è stato un momento di ispirazione, riconoscimento e connessione. In un’epoca in cui trovare un terreno comune è sempre più difficile, abbiamo voluto offrire uno spazio in cui far emergere con chiarezza i valori che ci uniscono — responsabilità, empatia, dignità umana e coraggio morale.
Insieme, attraverso questa rete, il nostro obiettivo è trasformare la memoria in azione civica e costruire una vera alleanza morale globale per il futuro.
