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Persecuzioni

Mauro Palma e il Garante per prevenire la tortura

Il 5 novembre scorso, l’Università degli Studi Roma Tre ha conferito la laurea honoris causa in Giurisprudenza a Mauro Palma, attuale presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, la più giovane Autorità indipendente del Paese, l’unica alla quale sia stata affidata una competenza in materia di tutela dei diritti umani.


Immigrazione, dati e trend dal rapporto Idos

"Nell’anno trascorso – ha dichiarato Luca Di Sciullo, presidente Idos – c’è stato il tentativo di portare la nostra società a fasi storiche passate, abbiamo visto realizzarsi un’eclissi del senso dell’umano, dinanzi a quella che è stata chiamata la crisi dei migranti, che a essere onesti dovremmo chiamare crisi dell’Europa." Dall'articolo di Antonio Barbangelo, giornalista. 


Gli Stati Uniti riconoscono il genocidio armeno

Per la prima volta la più grande potenza al mondo, gli Stati Uniti, a oltre un secolo da quegli eventi, rompe il silenzio sul genocidio armeno. Lo fa con una risoluzione, approvata ieri a larghissima maggioranza dalla Camera, che pone fine a una danza macabra protrattasi fin troppo a lungo: un solo presidente fino ad oggi, Ronald Reagan, ha avuto infatti il coraggio di usare la parola “genocidio” nei confronti del Metz Yeghern...


Doris Grozdanovičová. Un ricordo e una riflessione personali

Questo mio testo, vuole essere un semplice omaggio a una persona meravigliosa che irradiava qualcosa di speciale, capace di conquistare tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerla. Di Andreas Pieralli


La responsabilità di proteggere

Lo storico Marcello Flores, in occasione dell'incontro "Dall'indifferenza al genocidio: la storia non smette mai di ripetersi?" al Memoriale della Shoah di Milano, si è interrogato sul ruolo politico e militare che l'Unione Europea (e gli Stati che la compongono, Italia compresa) dovrebbe assumere per proteggere la popolazione civile che abita il nordest della Siria.


Hazal Koyuncuer al Memoriale della Shoah di Milano

Noi abbiamo fatto il nostro dovere, nei confronti dell’Umanità. Ora voi avete il dovere di difendere quella democrazia di cui ho parlato e di sostenere quei compagni, partigiani, che stanno ancora lottando per la libertà. Le donne curde lo dicono: o libertà o morte. Hazal Koyuncuer, rappresentante della Comunità curda milanese


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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