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Persecuzioni

La donna che accusa il proprio nonno, ‘eroe’ della Lituania, di sterminio nella Shoah

L’americana Silvia Foti è cresciuta ascoltando storie sugli exploit anti-comunisti di Jonas Noreika. Poi ha appreso che era uno dei massimi responsabili dell’uccisione di 14.500 ebrei in diverse città del Paese. Ofer Aderet racconta la vicenda, un vero e proprio caso di scuola sui dibattiti sulla memoria nazionale in corso nei Paesi dell'est.


"Da Facebook minacce, ma anche spazio per i media indipendenti"

Rappler, il sito di notizie online gestito dalla reporter filippina Maria Ressa, "conosce il meglio e il peggio di Facebook": il successo o la demolizione di un giornalista. Pubblichiamo la sua testimonianza uscita su Time.


​Il custode della Memoria

Se qualcuno può essere definito il custode della Memoria, certamente quel qualcuno è Piotr Cywinski, il direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau. Barba da rabbino, fisico imponente, sguardo azzurro slavo, è un personaggio interessante e anticonformista. Di Viviana Kasam


Israele può fare la fine degli armeni?

I turchi hanno perpetrato un genocidio contro i cristiani durato 30 anni, afferma Benny Morris in un nuovo studio. E, in concomitanza con il suo pensionamento a 70 anni, lo storico prevede un futuro a tinte fosche per Israele. Pubblichiamo tradotta la sua intervista realizzata da Ofer Aderet su Haaretz del 22 gennaio 2019.


'Mi hanno chiamato traditore. Sono in buona compagnia’: il viaggio politico di Amos Oz

La notizia della scomparsa dello scrittore ha fatto il giro del mondo, suscitando ovunque commozione e desiderio di capire di più della sua vicenda politica e umana. Abbiamo selezionato queste considerazioni di Ofer Aderet su Haaretz, che richiamano al sostegno di Oz alla soluzione dei due Stati per Israele e Palestina.


Non basta un Nobel per la Pace

Nadia Murad è stata testimone per il mondo del dramma del suo popolo, quello yazida, del massacro della sua famiglia e della violenza dei miliziani dell’Isis, dei quali è stata schiava per tre mesi. Riportiamo il suo intervento per la consegna del Premio Nobel per la pace, dedicato alle vittime di violenza di tutto il mondo. 


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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