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Persecuzioni

A Timor Est governo e Chiesa locale impegnati contro il Covid-19

Casi di coronavirus: 24. Decessi: zero. Guariti: 20. È il bilancio dell’epidemia a Timor Est, piccolo Paese del sud-est asiatico (1,3 milioni di abitanti) che è riuscito a contenere l’epidemia e a evitare vittime, chiudendo i confini e trovando un forte alleato nella Chiesa cattolica, a fianco del governo contro il virus.


Papa Pio XII e la Shoah, le rivelazioni dagli Archivi Vaticani aperti a marzo

Pio XII era a conoscenza del massacro degli ebrei, ma le informazioni non furono trasmesse al governo americano, stando ai primi risultati delle ricerche di storici tedeschi negli Archivi Vaticani aperti a marzo. Lo dice il quotidiano Haaretz sulla base delle anticipazioni date dai ricercatori guidati da Hubert Wolf al settimanale tedesco die Zeit.


La Cina e il Covid-19 visti da Pechino

Gabriele Battaglia, milanese, vive da molti anni a Pechino da dove è corrispondente per la Radiotelevisione svizzera e per Radio Popolare e scrive di questioni cinesi su Internazionale. Lo abbiamo intervistato a proposito delle strategie politiche ed economiche del governo di Pechino durante e dopo la pandemia.


La risposta di Trump al virus riflette disprezzo per la scienza

Dallo scoppio dell'epidemia da Covid-19 il presidente Trump ha più volte contraddetto gli esperti confermando che il disprezzo per le competenze scientifiche è una caratteristica costante della sua amministrazione, scrivono Lisa Friedman e Brad Plumer, giornalisti specializzati nei temi ambiente e cambiamenti climatici, in un articolo sul New York Times.


Qui non ci sono virus: in Bielorussia Lukashenko ignora il blocco

Governati da un autocrate noto come uno dei principali negazionisti del virus, i bielorussi non hanno altra scelta che accettare la linea ufficiale: l'economia andrà avanti, qualunque sia il costo in vite umane, scrive Andrew E. Kramer, giornalista della redazione di Mosca del quotidiano New York Times.


Per la prima volta a processo per il genocidio degli Yazidi

Un uomo iracheno è stato processato il 24 aprile a Francoforte per genocidio, omicidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Con l'accusa di aver preso parte, come membro dello Stato Islamico, allo sterminio della minoranza religiosa yazida e di aver torturato e ucciso una bambina di cinque anni, incatenandola e lasciandola morire di sete.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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Multimedia

John Rabe

di Florian Gallenberge (2009)

La storia

Ewelina Lipko-Lipczyńska

insegnante polacca che nascondeva gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale