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Persecuzioni

È costretta a chiudere l'associazione di Hu Jia

Il gruppo "Beijing Loving Source" è stato fondato dall'attivista che sta scontando 3 anni e mezzo di carcere. Sua moglie Zen Jinyan annuncia la chiusura spiegando che Pechino ha avviato un'indagine fiscale nei confronti dell'associazione.


Dare un nome alle vittime del comunismo

A quasi 20 anni dal crollo dell'URSS il Centro nomi ritrovati a San Pietroburgo di Anatoly Razumov si impegna a dare un nome alle vittime dei Gulag e pubblica il decimo volume del Martiriologio di Leningrado.


Russia, il massacro dei reporter scomodi

Sulle pagine della Stampa Franchetti traccia un bilancio della situazione a Mosca: "Dal 2000 nel Paese ci sono stati 19 omicidi irrisolti di giornalisti, oltre a decine di brutali pestaggi. Solo quest’anno sono già stati ammazzati otto giornalisti. In quest’ultima settimana altri due sono stati ferocemente aggrediti".


Blogger palestinese in carcere

Waleed Hasayin, 20 anni, laureato in informatica e disoccupato è stato arreastato per aver criticato ironicamente la religione islamica attraverso Facebook e un blog. Si tratta del secondo arresto in due mesi in Cisgiordania per attività legate a internet.


Genocidio cambogiano, un testimone racconta

Norng Chan Phal era solo un bambino quando vide per l'ultima volta sua madre e ora - proprio nella cella dove avvenne il loro ultimo incontro - racconta l'arresto dei suo genitori e le brutalità a cui ha assistito quando era confinato dietro le sbarre.


Dare un nome alle vittime del Comunismo: la missione di Anatolij Razumov

Editoriale di Francesco Bigazzi, giornalista

Il Centro nomi ritrovati di San Pietroburgo ha organizzato (9 novembre) una grande conferenza stampa per presentare il volume n. 10 di Leningradskji Martirolog (“Martilogio di Leningrado”). A quasi 20 anni dal crollo dell


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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Il libro

Quando Nina Simone ha smesso di cantare

Darina Al-Joundi, Mohamed Kacimi

Multimedia

Praga 1968 (video)

La Storia siamo noi

La storia

Senija Karamehić

l'insegnante che salvò la vita ai perseguitati e si schierò contro la segregazione etnica nelle scuole