English version | Cerca nel sito:

Persecuzioni

Armenia, dal sussurro di Dio al tuono di Marte

L'Armenia non è forse gran cosa. Non è una potenza economica e l'occhio avido di un commerciale scivolerebbe indifferente sulle sue fragili performance finanziarie. Non è nemmeno una potenza militare, a malapena il necessario per garantirne la sopravvivenza. Si può dunque trascurarla, non dovrebbero succedere incidenti diplomatici, o quasi.Ma oggi, ahimè, è la voce di Marte, dio della guerra, a tuonare nel cielo di questa regione...


Premio Sacharov all'opposizione bielorussa, che prosegue le proteste

Il premio è stato conferito ai rappresentanti dell'opposizione bielorussa per il loro coraggio, la loro resilienza e la loro determinazione nella difesa della democrazia, mentre nel Paese continuano le proteste contro il Presidente Aleksander Lukashenko, seguite ai risultati controversi delle elezioni presidenziali del 9 agosto.


In onore di Samuel Paty e per la libertà di espressione

In una cerimonia alla Sorbona, seguita da centinaia di persone, è stato ricordato ieri sera Samuel Paty, insegnante di una scuola media di Conflans Sainte Honorine, cittadina a nord-ovest di Parigi, decapitato il 16 ottobre da un islamista per avere mostrato vignette satiriche di Charlie Hebdo sul profeta Maometto durante una lezione sulla libertà di espressione. In onore di Paty sono stati letti testi di Albert Camus e di Jean Jaurès, che esaltano il ruolo fondamentale degli insegnanti e della scuola nell’educazione delle giovani generazioni.


Garry Kasparov: "La tragedia del Karabakh nasce a Sumgait"

L’attacco del 27 settembre 2020 contro il Nagorno Karabagh (Artsakh) lanciato dall’Azerbaigian con il sostegno della Turchia che sino ad oggi sta causando vittime tra militari e civili, ha spinto Kasparov ad alcune dichiarazioni che rivestono particolare interesse sia perché riportano le origini del conflitto alla vigilia della crisi e conseguente caduta dell’Unione Sovietica, sia perché Kasparov è stato toccato direttamente dalla violenza scatenata in alcune città dell’Azerbaigian all’indomani del plebiscito per l’indipendenza del Nagorno Karabagh del 1988.


Appello per la pace e la democrazia

Il Caucaso del Sud è precipitato in una nuova guerra, troppo spesso ignorata dai nostri media, che sta producendo una crisi umanitaria terribile per la popolazione civile del Karabakh, in seguito all’attacco dell’Azerbaijan, supportato dalla Turchia. I due terzi della popolazione sono stati costretti alla fuga, in seguito ai bombardamenti incessanti che colpiscono Stepanakert, Shushi e altri centri del Karabakh. Si stima siano alcune migliaia i morti, da una e dall’altra parte del conflitto. Un appello per la pace e la democrazia, quello che trovate qui, ad opera della scrittrice Antonia Arslan, che ha trovato l’adesione di tanti personaggi del mondo della cultura e di tanti cittadini.


Tre candidature per il Premio Sacharov 2020

Anche quest’anno il Parlamento europeo assegnerà il Premio Sacharov per la libertà di pensiero e la difesa dei diritti umani con una cerimonia che si svolgerà il prossimo 16 dicembre. La selezione tra le varie proposte, avvenuta nelle commissioni Affari esteri e Sviluppo, ha portato all’individuazione di tre candidature: l'opposizione democratica in Bielorussia, gli attivisti della comunità Guapinol e Berta Cáceres in Honduras e l'arcivescovo di Mosul in Iraq, Najeeb Moussa Michaeel.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

leggi tutto