English version | Cerca nel sito:

Persecuzioni

L'accordo potrebbe essere un passo avanti verso la visione della pace di Shimon Peres

"Sebbene non fosse la loro intenzione, Donald Trump e Benjamin Netanyahu potrebbero aver contribuito a far avanzare la visione di Shimon Peres. Eliminare l'annessione dall'agenda pubblica è stato sicuramente un passo importante in questa direzione." Nadav Tamir, Senior Advisor per le relazioni internazionali del Peres Center for Peace e già consigliere dell'ex-presidente e Nobel per la Pace Shimon Peres


Myanmar: la prima video testimonianza di ex-soldati birmani a conferma dello sterminio dei Rohingya

“Sparate. A chiunque vediate o sentiate.”: questi gli ordini che il comandante Than Htike avrebbe dato alle truppe di terra birmane secondo la recente video confessione, registrata da una milizia ribelle, di due ex soldati, oggi sotto custodia della Corte penale internazionale come potenziali testimoni in procedimenti giudiziari.


Una Rete contro i discorsi d'odio

È nata la “Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio”. Il progetto – annunciato da una conferenza stampa lo scorso 14 luglio - riunisce un ampio ventaglio di rilevanti realtà (Ong, atenei, centri, osservatori) che da diverso tempo si occupano di mappare e combattere i discorsi e i fenomeni di odio.


Nagorno-Karabakh: a quando la fine di questa guerra infinita?

Rabbia, frustrazione e orrore. Questi i sentimenti che affiorano in me, ancora una volta, per la nuova escalation in corso. Una delle tante (troppe) che ho seguito da quando, nel 2014 – vivevo in Armenia, all’epoca –, ho scritto il mio primo pezzo su questo conflitto. Il primo di tanti, troppi articoli, su questa guerra cosiddetta congelata (frozen conflict, in inglese), in cui di ghiaccio, a ben vedere, è rimasta solo la nostra coscienza. Perché le centinaia di morti degli ultimi anni – inutile nascondersi dietro un dito – sono anche responsabilità nostra, della pavidità e ignavia dei nostri governi, della nostra complice indifferenza.


Lettere d’amore dal carcere di Trieste

È nel carcere del Coroneo di Trieste che Daniele passa gli otto interminabili mesi precedenti la deportazione. Ed è da qui che scrive ogni giorno alla moglie lunghe lettere, testimoni della frustrazione di un uomo allontanato dalla sua famiglia e costretto a continue torture in attesa dell’ignoto. Nascosti nello scantinato del cognato, Anna e i bambini aspettano con ansia i messaggi che Daniele riesce a far uscire dal carcere nascosti nei colletti ed i polsini delle sue camicie.


Storia di Irvin Mujčić, ideatore del progetto Srebrenica - City of Hope

Il progetto Srebrenica - City of Hope ha come obiettivo quello di promuovere il turismo sostenibile in un’area geografica un tempo nota per le sue bellezze naturali, oggi ricordata per il genocidio di più di 8,000 musulmani bosniaci avvenuto nel luglio 1995. “Si dice ‘Mai più Srebrenica’, ma credo si dovrebbe dire ‘Srebrenica: lezione imparata’, così che la memoria diventi speranza”, scrive l’ideatore del progetto, Irvin Mujčić sulla pagina Facebook dell’Associazione.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

leggi tutto