Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

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Persecuzioni

Ricordare e testimoniare il bene

Per parlare del tema “Ricordare e testimoniare il bene”, non posso fare a meno di descrivere la storia recente della Cambogia, una vicenda poco conosciuta e che molti non ricordano...


I Giusti del Rwanda

Il Genocidio dei Tutsi, che ebbe luogo in Rwanda nel 1994, è stato sicuramente il più breve e il più veloce della storia: durò tre mesi, e in questi tre mesi furono uccise 1.074.017 persone. 


Via dal Venezuela i giornalisti invisi a Maduro

I reporter stranieri sono espulsi dal Paese o incarcerati sempre più di frequente. il segretario generale di Reporter senza frontiere, Christophe Deloire, ha definito “estremamente inquietante” l’arresto di alcuni giornalisti stranieri da parte delle forze di sicurezza venezuelane.


La donna che accusa il proprio nonno, ‘eroe’ della Lituania, di sterminio nella Shoah

L’americana Silvia Foti è cresciuta ascoltando storie sugli exploit anti-comunisti di Jonas Noreika. Poi ha appreso che era uno dei massimi responsabili dell’uccisione di 14.500 ebrei in diverse città del Paese. Ofer Aderet racconta la vicenda, un vero e proprio caso di scuola sui dibattiti sulla memoria nazionale in corso nei Paesi dell'est.


"Da Facebook minacce, ma anche spazio per i media indipendenti"

Rappler, il sito di notizie online gestito dalla reporter filippina Maria Ressa, "conosce il meglio e il peggio di Facebook": il successo o la demolizione di un giornalista. Pubblichiamo la sua testimonianza uscita su Time.


​Il custode della Memoria

Se qualcuno può essere definito il custode della Memoria, certamente quel qualcuno è Piotr Cywinski, il direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau. Barba da rabbino, fisico imponente, sguardo azzurro slavo, è un personaggio interessante e anticonformista. Di Viviana Kasam


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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