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Persecuzioni

Il cielo impossibile del Karabakh. Appunti di viaggio

DA STEPANAKERT – Traumi, vite cancellate o perdute, nuove ferite che ricalcano o riaprono quelle antiche, in una spirale, quella della guerra in Karabakh, che a trent’anni dallo scoppio della violenza sembra più lontana che mai dal trovare fine. Del Karabakh che ho amato, poco o nulla resta dopo la fine dell’ultima guerra che ha insanguinato questo territorio...


Il concetto di fratellanza come antidoto al terrorismo

Intervista alla giornalista Asmae Dachan, da anni in prima linea per raccontare le guerre e le sfide del dialogo interreligioso. Il 2 giugno 2019 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2021 uscirà per le Edizioni Paoline un volume corale sull'enciclica "Fratelli tutti" al quale sta lavorando insieme a ricercatrici, docenti, teologhe e giornaliste. Le abbiamo chiesto come ripensare un dialogo interreligioso concreto, che tenga conto anche della lotta al terrorismo di matrice confessionale. Una sfida che coinvolge tutti.


Come sono fuggita dall'Arabia Saudita, il regno che terrorizza le donne

Reem Abdellatif racconta su Haaretz la difficoltà di essere donna in Arabia Saudita. Come giornalista ed editor in lingua araba in Arabia Saudita, subisce una serie di abusi che la costringono a lasciare il Paese. “La campagna diritti delle donne di Mohammed bin Salman, e il parlare di una nuova Arabia Saudita, rimangono solo strategie di pubbliche relazioni”, dichiara Abdellatif.


Viaggio in Armenia. Il cimitero militare di Yerablur

È una visione dell’inferno, quella che ci si apre davanti al cimitero militare di Yerablur, su di una collina che domina la capitale armena, la cui periferia appare segnata dai grigi blocchi dell’epoca sovietica. Vite precarie e povere, sotto di esso, che si trascinano come possono una accanto all’altra, a guerra appena conclusa, ma sovrastate dalle morte che incombe.


Turchia, Osman Kavala respinge le accuse ma resta in carcere

In tribunale l'attivista ha definito le accuse "assurde, prive di prove concrete e in netto contrasto con la sua visione del mondo e gli obiettivi delle organizzazioni della società civile da lui istituite. La prolungata detenzione non è solo una semplice violazione dei diritti, ma un "trattamento crudele continuato”. La prossima udienza del processo sarà il 5 febbraio 2021.


Le decisioni europee su Stato di diritto nell’UE e regime globale di sanzioni per i diritti umani. Un passo avanti.

L’Unione europea aveva già la possibilità di decidere sanzioni in materia di diritti umani, ma questi atti richiedevano ogni volta un quadro giuridico separato e una decisione unanime del Consiglio Ue per ciascun Paese. Le nuove norme hanno carattere generale e vi si potrà fare ricorso tutte le volte che sarà ritenuto opportuno.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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