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Persecuzioni

Gli uomini che hanno salvato Asia Bibi

La legge sulla blasfemia in Pakistan viene utilizzata come strumento di pressione nei confronti delle minoranze non islamiche. Lo dimostra il caso di Asia Bibi, condannata a morte perché incolpata di aver dissacrato il nome di Maometto. La sua assoluzione è avvenuta anche grazie a degli uomini coraggiosi, di cui due hanno pagato con la vita. 


Una campagna Facebook per incitare il genocidio dei Rohingya

Un governo autoritario ha potuto usare Facebook per istigare a un atto di pulizia etnica, che ha già fatto migliaia di morti e messo in fuga un intero popolo. Sebbene non si possa colpevolizzare lo strumento, è necessario monitorarne gli utilizzi che vanno a minare i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali.


Il villaggio di Evlu

Superato quello che era stato il confine fra la Georgia e l’Armenia, in cima ad una collina, sono stato raggiunto da una decina di contadini che, appena scoperto che parlavo armeno, mi hanno abbracciato calorosamente. 


Il terrorismo di destra e l’ideologia sciovinista di Trump

Dopo la strage di Pittsburgh, il più grave attacco antisemita mai avvenuto nella storia degli Stati Uniti, la società civile ha reagito. Di seguito pubblichiamo tradotto il commento uscito subito dopo i fatti sul Washington Post.


I rifugiati climatici non esistono

A causa del clima che sta cambiando, famiglie e comunità intere sono costrette a lasciare le loro case in cerca di un nuovo inizio. Sono, infatti, circa 258 milioni i migranti per ragioni ambientali. Purtroppo, però, in termini legali i “rifugiati climatici” non esistono.


"Il mondo arabo ha bisogno di libertà di espressione"

Il 17 ottobre 2018, il Washington Post, che era il giornale del giornalista saudita ucciso a Istanbul Jamal Khashoggi, ha pubblicato a titolo postumo il suo ultimo articolo. Si tratta di un accorato appello a fornire piattaforme a mezzo stampa e Internet ai giornalisti perseguitati nel mondo arabo. Lo pubblichiamo di seguito tradotto.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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La storia

Ryszard Kaczorowski

presidente del governo ombra polacco nel 1989