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Persecuzioni

Ruth Bader Ginsburg, giudice liberal e pioniera del femminismo

Giudice della Corte Suprema americana, scomparsa il 18 settembre a 87 anni per un male incurabile, tenace sostenitrice della parità uomo-donna, ha dato un grande contribuito, come avvocato e magistrato, all'affermazione dei diritti delle donne negli Stati Uniti.


Navid Afkari, il wrestler giustiziato per aver manifestato contro Teheran

Impiccato in Iran in segreto, dopo un processo sommario. La World Players Association, un sindacato che rappresenta 85.000 atleti di tutto il mondo, ha chiesto l'espulsione dell'Iran da tutte le manifestazioni sportive internazionali.


L'accordo potrebbe essere un passo avanti verso la visione della pace di Shimon Peres

"Sebbene non fosse la loro intenzione, Donald Trump e Benjamin Netanyahu potrebbero aver contribuito a far avanzare la visione di Shimon Peres. Eliminare l'annessione dall'agenda pubblica è stato sicuramente un passo importante in questa direzione." Nadav Tamir, Senior Advisor per le relazioni internazionali del Peres Center for Peace e già consigliere dell'ex-presidente e Nobel per la Pace Shimon Peres


Myanmar: la prima video testimonianza di ex-soldati birmani a conferma dello sterminio dei Rohingya

“Sparate. A chiunque vediate o sentiate.”: questi gli ordini che il comandante Than Htike avrebbe dato alle truppe di terra birmane secondo la recente video confessione, registrata da una milizia ribelle, di due ex soldati, oggi sotto custodia della Corte penale internazionale come potenziali testimoni in procedimenti giudiziari.


Una Rete contro i discorsi d'odio

È nata la “Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio”. Il progetto – annunciato da una conferenza stampa lo scorso 14 luglio - riunisce un ampio ventaglio di rilevanti realtà (Ong, atenei, centri, osservatori) che da diverso tempo si occupano di mappare e combattere i discorsi e i fenomeni di odio.


Nagorno-Karabakh: a quando la fine di questa guerra infinita?

Rabbia, frustrazione e orrore. Questi i sentimenti che affiorano in me, ancora una volta, per la nuova escalation in corso. Una delle tante (troppe) che ho seguito da quando, nel 2014 – vivevo in Armenia, all’epoca –, ho scritto il mio primo pezzo su questo conflitto. Il primo di tanti, troppi articoli, su questa guerra cosiddetta congelata (frozen conflict, in inglese), in cui di ghiaccio, a ben vedere, è rimasta solo la nostra coscienza. Perché le centinaia di morti degli ultimi anni – inutile nascondersi dietro un dito – sono anche responsabilità nostra, della pavidità e ignavia dei nostri governi, della nostra complice indifferenza.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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Multimedia

Fuocoammare

di Gianfranco Rosi

La storia

Sihem Bensedrine

giornalista che si batte per i diritti civili