English version | Cerca nel sito:

Persecuzioni

Nobel a Orhan Pamuk

Lo scrittore turco perseguitato in patria per aver osato parlare delle responsabilità del suo paese nel genocidio armeno del 1915 ha ricevuto a Stoccolma il Premio Nobel per la Letteratura 2006.
I suoi libri: Il castello bianco, La casa del silenzio, Il libro nero, La nuova vita, Il mio nome è rosso, Neve, Istanbul


Un giardino per gli italiani nel GULag

Il Comune di Milano dedica il Parco Valsesia alle vittime italiane dello stalinismo.


La Turchia processa Orhan Pamuk

Agosto 2005: dopo l'editore Zarakolu, anche il grande scrittore incriminato per aver denunciato il genocidio degli armeni del 1915 e le stragi di curdi. Rischia fino a tre anni di carcere. Il PM gli ha vietato dichiarazioni pubbliche in attesa del processo, fissato il 16/12. Settembre: tribunale Istanbul sospende conferenza universitaria su genocidio. Proteste UE: atteggiamento turco provocatorio


90° anniversario del genocidio armeno

24 Aprile 1915 - 24 Aprile 2005
PER NON DIMENTICARE

Per impedire che la verità venga manipolata, continua la battaglia per il riconoscimento del genocidio armeno.
Grande manifestazione a Yerevan, in Armenia: anche delegazione italiana.
Commemorazioni in tutto il mondo


Fermare i massacri in Darfur

Per l'Onu non è genocidio. Per gli Usa sì. L'Europa lo aveva già escluso e ora tace. I massacri intanto continuano. Il dibattito e le voci per fermare la strage.


Turchia-Europa e il riconoscimento del genocidio armeno

La Turchia non riconosce il genocidio armeno e le proprie responsabilità nello sterminio del 1915-'16. È giusto che entri in Europa? Il dibattito in Italia e una lettera di Pietro Kuciukian a Sergio Romano


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

leggi tutto

 

La storia

Andrej Sinjavskij

lo scrittore che denuncia il totalitarismo sovietico