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Persecuzioni

​Il custode della Memoria

Se qualcuno può essere definito il custode della Memoria, certamente quel qualcuno è Piotr Cywinski, il direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau. Barba da rabbino, fisico imponente, sguardo azzurro slavo, è un personaggio interessante e anticonformista. Di Viviana Kasam


Israele può fare la fine degli armeni?

I turchi hanno perpetrato un genocidio contro i cristiani durato 30 anni, afferma Benny Morris in un nuovo studio. E, in concomitanza con il suo pensionamento a 70 anni, lo storico prevede un futuro a tinte fosche per Israele. Pubblichiamo tradotta la sua intervista realizzata da Ofer Aderet su Haaretz del 22 gennaio 2019.


'Mi hanno chiamato traditore. Sono in buona compagnia’: il viaggio politico di Amos Oz

La notizia della scomparsa dello scrittore ha fatto il giro del mondo, suscitando ovunque commozione e desiderio di capire di più della sua vicenda politica e umana. Abbiamo selezionato queste considerazioni di Ofer Aderet su Haaretz, che richiamano al sostegno di Oz alla soluzione dei due Stati per Israele e Palestina.


Non basta un Nobel per la Pace

Nadia Murad è stata testimone per il mondo del dramma del suo popolo, quello yazida, del massacro della sua famiglia e della violenza dei miliziani dell’Isis, dei quali è stata schiava per tre mesi. Riportiamo il suo intervento per la consegna del Premio Nobel per la pace, dedicato alle vittime di violenza di tutto il mondo. 


Agire è una scelta, per rompere la spirale di violenza

Denis Mukwege, che sarà onorato in occasione della prossima Giornata dei Giusti dell’umanità nel Giardino di Milano, ha dedicato la sua vita ad aiutare e difendere in Congo le donne vittime di stupri di guerra. Riportiamo il suo intervento per la consegna del Premio Nobel per la pace, dedicato alle vittime di violenza di tutto il mondo.


Testimoni dei pogrom di Sumgait

A Sumgait, in Azerbaigian, quando negli ultimi giorni del febbraio del 1988, in tempo di pace, una violenza brutale si è scatenata contro la minoranza armena, si verificarono anche episodi di solidarietà, di soccorso, di difesa delle vittime da parte di azeri che hanno seguito un moto profondo dettato dal principio di umanità e da un sentimento di ribellione di fronte all’ingiustizia che si traduce in azioni concrete. Oggi quei “Giusti azeri” sono considerati dai governanti dell’Azerbaigian dei "traditori". Di Pietro Kuciukian

 


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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La storia

Lucillo Merci

Il capitano che collaborò con il Console Zamboni per salvare gli ebrei