English version | Cerca nel sito:

Persecuzioni

In Karabakh, tra i responsabili anche l'indifferenza

Un massacro i cui responsabili – sia detto per inciso – non sarebbero solo Baku ed Ankara. L’indifferenza nostra, dei nostri governi, delle tante organizzazioni che non se ne stanno occupando, è l’arma più potente nelle mani dei carnefici, oggi come ieri.


Una nuova guerra tra Armeni e Azeri

In merito al riaccendersi della guerra tra Armeni e Azeri nel Caucaso, propongo alcune riflessioni.
La primogenitura dell’attacco è questione non affrontata in modo realistico dai media.
Si può tuttavia sottolineare il fatto che un popolo di 140.000 abitanti, insediato da secoli nell’area, che ha voluto porre fine con costi altissimi “all’azerificazione voluta da Stalin” e che vive da quasi trent’anni una fragile tregua, difficilmente può decidere di attaccare, all’alba di una domenica, un Paese di 10 milioni di abitanti con un apparato militare di gran lunga superiore e con un’alleanza solidissima con la Turchia di Erdogan...


Nagorno-Karabakh: “Siamo sotto le bombe. Aiutaci”

Ieri mattina mi sono svegliato con una serie di messaggi scritti da amici armeni del Karabakh: “Siamo sotto le bombe. Aiutaci”. In una guerra che sembra lontana e non lo è, in una terra splendida, ricca di monumenti e di una natura incontaminata e rigogliosa, questi messaggi sono arrivati dritti come pugni allo stomaco. Ho avuto voglia di urlare, come adesso. Lacrime di rabbia, ma anche di impotenza, trattenute a stento, per una guerra che è nostro dovere fermare ora, prima che si riveli l’ennesima strage, annunciata da infinite escalation. 


L’Europa, i diritti umani e la realtà mondiale

Con la pandemia molti paradigmi sono cambiati. La globalizzazione ha mostrato il suo carattere invasivo attraverso la diffusione universale del COVID 19. Per salvaguardare la vita di milioni di persone, per rendere compatibili con sostenibilità e attenzione all’ambiente le “catene di valore” dell’economia mondiale, è necessario ripensare radicalmente principi e politiche delle relazioni internazionali.


Nasrin Sotoudeh, giurista iraniana, incarcerata, da due mesi in sciopero della fame

La legge non è più lo strumento che assicuri il trionfo della giustizia, ma il pretesto per esercitare la violenza dell’uomo sull’uomo. Lancio quindi un appello all'opinione pubblica, distratta da tanti problemi di scarso rilievo, perché alzi la voce e chieda al nostro Governo di farsi autorevolmente sentire e torni a pretendere da tutti il rispetto dei diritti umani, come accadeva non molti anni addietro. Si potrebbe iniziare subito, sollecitando a Teheran la revisione del processo e della pena della giurista Nasrin Sotoudeh, destinata in breve a morire di inedia nel penitenziario di Evin per avere difeso i diritti dei locali dissidenti politici.


Ruth Bader Ginsburg, giudice liberal e pioniera del femminismo

Giudice della Corte Suprema americana, scomparsa il 18 settembre a 87 anni per un male incurabile, tenace sostenitrice della parità uomo-donna, ha dato un grande contribuito, come avvocato e magistrato, all'affermazione dei diritti delle donne negli Stati Uniti.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

leggi tutto

 

Il libro

La via dei topi

Emilio Barbarani

Multimedia

Pietro Kuciukian al Giardino dei Giusti di Milano

in occasione della cerimonia del 5 maggio

La storia

Ragip Zarakoglu

scrittore turco per i diritti delle minoranze