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Persecuzioni

"Il mondo arabo ha bisogno di libertà di espressione"

Il 17 ottobre 2018, il Washington Post, che era il giornale del giornalista saudita ucciso a Istanbul Jamal Khashoggi, ha pubblicato a titolo postumo il suo ultimo articolo. Si tratta di un accorato appello a fornire piattaforme a mezzo stampa e Internet ai giornalisti perseguitati nel mondo arabo. Lo pubblichiamo di seguito tradotto.


"Offendere i migranti è facile. Noi proponiamo di ascoltarli"

Regina Catrambone è co-fondatrice di MOAS, un'ONG che si occupa del soccorso a mare e ha salvato migliaia di migranti. In questo articolo pubblicato sul Guardian che pubblichiamo tradotto, ha denunciato la crescente disumanizzazione di coloro che rischiano la vita cercando di attraversare il mare o il deserto.


Come Trump ha dato carta bianca al principe saudita

Il giornalista saudita Jamal Khashoggi, ucciso nell'ambasciata del regno in Turchia il 2 ottobre 2018, scriveva abitualmente sul Washington Post. Per questo lo storico giornale il 9 ottobre ha dedicato al caso l'editoriale che presentiamo qui tradotto. Secondo i giornalisti americani, per l'uccisione di un repoter si dovrebbero rompere le relazioni diplomatiche.


Le sfide per i diritti umani

Alla vigilia delle elezioni europee, abbiamo deciso di parlare del ruolo dell’Europa nella difesa dei diritti umani durante la seconda edizione di GariwoNetwork, in programma il 29 novembre ai Frigoriferi milanesi. Ad approfondire questo argomento sarà Marcello Flores, con cui abbiamo parlato della situazione attuale dei diritti umani nel mondo, tra percezioni, sfide e organizzazioni internazionali.


Il grande narratore del "Secolo Russo"

A cento anni dalla nascita e a dieci dalla morte, Aleksandr Solženicyn viene ricordato con una grande mostra fotografica, dal 7 al 17 novembre 2018, all' Università Statale di Milano. 


Sul clima al mondo serve una rivoluzione

Per evitare gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici, il mondo ha bisogno di politiche senza precedenti. È quanto emerge dal rapporto del panel Onu sul riscaldamento globale. Non basterebbe infatti limitare, come stabilito dagli accordi di Parigi del 2015, la crescita della temperatura media a un massimo di 2 gradi: il punto di non ritorno sarebbe più vicino a 1,5 gradi, di cui 1 già raggiunto.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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