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Persecuzioni

Sarajevo, la pace sperata a 100 anni dalla Grande guerra

Il 28 giugno 2014 a Sarajevo viene ricordato il centenario dell’attentato all’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria-Ungheria con una serie di eventi culturali inneggianti alla pace. Ma le commemorazioni evidenziano le divisioni esistenti tra le comunità etniche sull'interpretazione di quell’atto, ritenuto l'inizio della Grande guerra.



Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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