English version | Cerca nel sito:

Persecuzioni

Militare guatemalteco condannato a 6.060 anni di carcere

Pedro Pimentel, 55 anni, è stato condannato il 19 novembre 2018 a 6.060 anni di prigione per avere partecipato nel 1982 alla strage di Dos Erres, in Guatemala, dove perirono 201 civili, in maggioranza Indios. 30 anni per ogni vittima e 30 anni per crimini contro l'umanità.


Ecco come si presenta veramente "l'invasione" di cui parla Trump

Il 15 novembre 2018, la carovana dei 7.000 migranti, provenienti per lo più dall’Honduras, che hanno attraversato il Messico con la speranza di giungere al confine con gli USA, è giunta a Tijuana. In gioco c'è la questione politica dell'accoglienza, ma anche la speranza di un futuro per moltissimi bambini. 


Processati i responsabili dell'omicidio di Victor Jara

9 condanne in Cile e una causa pendente in Florida a carico dei responsabili dell'omicidio del "Bob Dylan cileno", assassinato a Santiago del Cile nel 1973 per ordine del generale Augusto Pinochet. Oggi lo stadio dove fu torturato porta il suo nome e il popolare cantante e attivista è onorato in tutto il mondo.


Storia di un bambino ebreo accolto da Clement Attlee

Oggi ricorre l’ottantesimo anniversario dei treni Kindertransport, che salvarono oltre 10mila bambini ebrei prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Per ricordarlo, a Londra si è tenuta una manifestazione, organizzata dall’Associazione dei rifugiati ebrei, che ha visto anche la presenza di Jo Roundell Greene, nipote di Clement Attlee, insieme al novantenne Paul Willer, che ha raccontato la sua incredibile e sconosciuta storia di bambino ebreo salvato dalla famiglia Attlee.


Tre grandi pericoli ancora attuali

Bronisław Geremek, nel 1990, proponeva una riflessione, che oggi risulta drammaticamente attuale, sui pericoli corsi dalle società post-comuniste: il populismo, la tentazione di instaurare governi dalla mano forte, il nazionalismo. Le sue parole tornano alla mente guardando quanto sta accadendo oggi in Polonia e in altri Paesi del vecchio blocco sovietico.


Condanna per genocidio agli ultimi due gerarchi dei Khmer Rossi

Il tribunale speciale Onu per la Cambogia ha emesso uno storico verdetto: la condanna per genocidio agli ultimi due gerarchi dei Khmer Rossi, Nuon Chea e Khieu Samphan. Sono colpevoli del genocidio contro i musulmani cham in Cambogia e la minoranza etnica vietnamita, oltre che di altri reati come campi di lavoro per sterminare gli oppositori, matrimoni forzati, violenze sessuali sistematiche.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

leggi tutto

 

La storia

John Rabe

Il nazista che salvò i cinesi a Nanchino