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Persecuzioni

Storia di Irvin Mujčić, ideatore del progetto Srebrenica - City of Hope

Il progetto Srebrenica - City of Hope ha come obiettivo quello di promuovere il turismo sostenibile in un’area geografica un tempo nota per le sue bellezze naturali, oggi ricordata per il genocidio di più di 8,000 musulmani bosniaci avvenuto nel luglio 1995. “Si dice ‘Mai più Srebrenica’, ma credo si dovrebbe dire ‘Srebrenica: lezione imparata’, così che la memoria diventi speranza”, scrive l’ideatore del progetto, Irvin Mujčić sulla pagina Facebook dell’Associazione.


Storia di Hasan Hasanović, sopravvissuto a Srebrenica

Hasan ritorna a Srebrenica nel 2009. Durante un’intervista con TelePace, afferma: “Credo di essere sopravvissuto per il solo motivo di essere testimone e raccontare alla gente quello che è successo”. Da allora, non ha mai smesso di fare campagna contro il negazionismo, andando nelle scuole di tutto il mondo e parlando ai ragazzi e alle ragazze delle atroci conseguenze che il nazionalismo, portato all’estremo, può causare. Hasan è oggi un attivista per i diritti umani ed il curatore del memoriale di Potočari.


Cina: per gli Uiguri si parla di genocidio

In questi giorni, è arrivata dal Parlamento europeo, che già aveva condannato l’internamento di massa degli uiguri, una forte presa di posizione: “potremmo essere di fronte a un crimine di genocidio”, hanno dichiarato Reinhard Buetikofer ed Evelyne Gebhardt, presidente e primo vicepresidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese.


Facebook vs Twitter: due strategie a confronto

Da un lato troviamo Twitter, che sta continuando con la sua politica di segnalazione dei post del presidente considerati pericolosi o ingannevoli; dall’altro Facebook, che sta preferendo in generale lasciar correre su linguaggio, materiale e politiche infiammatori con cui Trump sta cercando di dividere gli americani per origini, mentre fa appello alla sua base di elettori prevalentemente bianca.


Saburo Nei: il diplomatico giapponese in URSS che salvò molti ebrei in fuga dal nazismo

Il console giapponese Saburo Nei concesse visti di transito per il Giappone a coloro che, in fuga dalle persecuzioni naziste, tentavano di raggiungere il Pacifico per salpare verso le coste americane.


Olmert al ‘Post’: L’istigazione di Netanyahu potrebbe portare ancora una volta a un omicidio

Netanyahu non ammetterà mai di avere una parte di responsabilità nella creazione di questa atmosfera malvagia, in cui qualcuno penserà di essere giustificato nel fare del male a un difensore d’ufficio o a un giudice. Questa volta, quando succederà - e siamo molto più vicini a un tale evento di quanto alcuni potrebbero pensare - il Primo Ministro non potrà dire di non essere stato avvertito.


Persecuzioni, torture, massacri

la violazione dei diritti umani

L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata a Parigi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, recita:
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".
Il giorno precedente la stessa Assemblea Generale aveva approvato a New York la Convenzione sulla prevenzione e la condanna del crimine di genocidio, definito come l'intenzionale distruzione, in tutto o in parte, "di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", con la nota esclusione dei gruppi politici per l'opposizione dei Paesi del blocco sovietico, che temevano di essere coinvolti nelle accuse per le persecuzioni degli avversari (i cosiddetti nemici del popolo condannati ai lavori forzati nei gulag).

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Multimedia

Un Giardino dei Giusti in Ruanda

le parole di Françoise Kankindi

La storia

Piero Gnecchi Ruscone

il dirigente dell'Opera S. Vincenzo che partecipò alla rete di soccorso milanese per ebrei e altri perseguitati