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Addio a Colin Eglin

resistente anti-apartheid bianco

Si è spento a Città del Capo Colin Eglin, il leader dell'opposizione liberale bianca all'apartheid che fu tra i redattori della Costituzione del nuovo Sudafrica. Eglin fu a capo dal '71 al '94 della Democratic Alliance, un partito multirazziale che ottenne piccole ma significative vittorie, come il permesso di recarsi in carcere a visitare Steve Biko, prima che l'attivista fosse ucciso dai pestaggi della polizia nel 1977. 
Eglin fu al centro di feroci polemiche. Secondo il New York Times veniva accusato dall'ANC di essere colpevole quanto i razzisti, e dai bianchi afrikaner di fare grandi proclami anti-apartheid standosene al sicuro in un partito di minoranza che non avrebbe mai governato. 

Il partito di Eglin fu il primo a inviare una delegazione di bianchi nelle cosiddette "homeland del sud" dove erano stati relegati i neri, per iniziare un dialogo sul futuro del Sud Africa. Il Progressive Reform Party da lui fondato riuscì a essere un interlocutore autorevole con un particolare ruolo di mediazione tra i 10 milioni di bianchi e i 37 milioni di neri e i rispettivi rappresentanti politici. Secondo lui, "bisogna negoziare con l'ANC per le cose che si vogliono dentro la Costituzione, con il Partito Nazionale perché blocchi ciò che si vuole resti fuori dalla carta dei diritti". 

12 dicembre 2013

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Sudafrica, la nazione “arcobaleno”

dall’apartheid alla democrazia

Apartheid (letteralmente “separazione”) è il termine che definisce la politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica nel secondo dopoguerra, rimasta in vigore fino al 1993. È stata dichiarata crimine internazionale da una convenzione ONU nel 1973 e quindi inserita nei crimini contro l’umanità.
Per la prima volta il termine apartheid fu usato in accezione politica dal premier sudafricano Jan Smuts, nel 1917, ma solo dopo la vittoria del Partito Nazionale, una formazione nazionalista di destra, nel 1948 i neri e i bianchi furono separati sui mezzi pubblici o negli uffici statali e furono istituiti i bantustan, ghetti per la popolazione nera, nominalmente indipendenti ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano.

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