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Morta oggi in Italia Miriam Makeba

il mondo perde un'icona della lotta antiapartheid

Molti la definivano "la voce dell'Africa". Un'icona della lotta antiapartheid, da sempre impegnata contro la segregazione razziale e per i diritti civili, Miriam Makeba era un'artista di riferimento, costretta all'esilio dal governo di Johannesburg e ritornata in patria dopo un lungo peregrinare attraverso l'Europa e gli Stati Uniti solo alla fine dell'apartheid, convinta a farlo da Nelson Mandela in persona. Nel 2001 aveva ricevuto la medaglia Otto Hahn, nel 2005 si era dedicata a un tour mondiale di addio alle scene, in cui aveva cantato in tutti i Paesi da lei visitati durante la sua lunga carriera. Tuttavia la sua generosità l'ha fatta tornare sulle scene a Castel Volturno, sfidando la salute precaria, per lottare a fianco di un'altra icona, Roberto Saviano. Le sue ultime note sono state per il concerto anticamorra di ieri sera, dopodiché Miriam Makeba è svenuta ed è morta all'improvviso.


10 novembre 2008

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Sudafrica, la nazione “arcobaleno”

dall’apartheid alla democrazia

Apartheid (letteralmente “separazione”) è il termine che definisce la politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica nel secondo dopoguerra, rimasta in vigore fino al 1993. È stata dichiarata crimine internazionale da una convenzione ONU nel 1973 e quindi inserita nei crimini contro l’umanità.
Per la prima volta il termine apartheid fu usato in accezione politica dal premier sudafricano Jan Smuts, nel 1917, ma solo dopo la vittoria del Partito Nazionale, una formazione nazionalista di destra, nel 1948 i neri e i bianchi furono separati sui mezzi pubblici o negli uffici statali e furono istituiti i bantustan, ghetti per la popolazione nera, nominalmente indipendenti ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano.

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