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Diritti umani e crimini contro l'Umanità

Guerra e cessate il fuoco in Nagorno Karabagh

Le regioni del Nakhicevan e del Karabagh (Artzakh, per gli armeni) hanno fatto parte dalle origini della realtà storica e culturale dell’Armenia. Ai conquistatori di turno, i popoli dell’area, opponevano una resistenza culturale forte, rafforzatasi poi con l’identità cristiana. Fu poi la volta delle dominazioni diverse: persiani, arabi, turchi selgiuchidi, tatari, mongoli e tribù turche che impongono il nome di Karabagh...


Bielorussia (e altri Paesi): come ci si batte in Europa per la democrazia

Si fa più netta l’iniziativa per sollecitare l’uscita da una crisi, resa ormai irreversibile dalle forti, e mai cessate dall’estate scorsa, manifestazioni pacifiche in nome della libertà e della democrazia. Il blocco delle opposizioni si sta rivelando solido e tenacemente attaccato all’obiettivo di ottenere una soluzione democraticamente sostenibile.


Memorie comuni

Vorrei oggi lanciare il mio appello come armeno, come italiano, come cittadino europeo. Invito tutti ad unirsi alle voci coraggiose degli amici ebrei in Israele e nel mondo che condannano la scelta politica, gravida di conseguenze imprevedibili, di alimentare con le armi una guerra sanguinosa. Se non ne abbiamo la forza, ci dimostreremo incapaci di essere all’altezza del compito lasciatoci in eredità da chi ha sacrificato la vita per la nostra libertà.


Osman Kavala, difensore dei diritti civili, da oltre 1000 giorni in carcere

Imprenditore e noto esponente della società civile turca, è detenuto dall'1 novembre 2017, nonostante la Corte europea dei diritti dell’uomo ne abbia ordinato il rilascio per l’infondatezza delle accuse. Nel 2020 ha ricevuto il Premio internazionale Hrant Dink per essersi dedicato alla costruzione di una società pluralista e democratica.


Storia di Dag Hammarskjöld

Nel tentativo di ottenere un cessate il fuoco, il Segretario partì in aereo per una conferenza personale con il presidente Tshombe del Katanga e non fece mai ritorno. Era la notte tra il 17 e il 18 settembre 1961. Hammarskjöld ricevette postumo il premio Nobel per la pace nello stesso anno, “per aver costruito un Segretariato ONU efficiente e indipendente e portato avanti una linea non subordinata nei confronti delle grandi potenze. Per aver organizzato una forza di mantenimento della pace in Medio Oriente dopo la crisi di Suez e per il suo impegno per la pace durante la guerra civile in Congo.”


Israele, ebrei americani e dicotomia democratica

Gli ebrei liberali vedono Trump come l'antitesi di tutto ciò in cui credono. Le sue manifestazioni di disprezzo per le donne, gli immigrati e le persone con disabilità sono intollerabili nel liberalismo ebraico e il suo sostegno a Israele non è percepito come genuino. La maggior parte di loro vede l'alleanza tra Trump e il primo ministro Benjamin Netanyahu - così come le loro alleanze con altri leader populisti di destra come Victor Urban, il brasiliano Jair Bolsonaro e Rodrigo Duterte delle Filippine - come una connessione che deriva dalla xenofobia e dal desiderio di danneggiare le istituzioni liberali nei rispettivi Paesi. Non lo riconoscono come un sostegno a Israele.


Genocidi e crimini contro l'Umanità

la negazione del valore dell'individuo

La prima definizione giuridica in materia di persecuzioni di massa risale al 1915 e riguarda il massacro delle popolazioni armene da parte dei turchi, cui seguono i processi delle Corti marziali a carico dei responsabili. Nel Trattato di Sèvres del 1920 le Grandi Potenze usano i termini di crimini contro la civilizzazione e crimini di lesa umanità.
Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

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La storia

Jean-Sélim Kanaan

il giovane impegnato in missioni umanitarie caduto a Bagdad nell'attentato alla sede ONU