Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

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Diritti umani e crimini contro l'Umanità

Un calcio a Hitler

Ho preso in braccio mia figlia ed è scoppiata a piangere. Lei per la paura di questo padre sconosciuto. Io perché la vedevo per la prima volta.” Il monologo - che debutterà a gennaio 2020 - inizia con queste parole e dalla fine, in pratica. Racconta la storia di Ferdinando Valletti, Giusto tra le Nazioni, e del momento storico in cui agì. 


Sul riconoscimento del genocidio armeno

"Ed è proprio dalla società civile turca che ci si può aspettare la spinta al cambiamento: far pensare, conoscere, in un futuro “riconoscere”, per prevenire e dare alle nuove generazioni la possibilità di affrontare la Storia in modo aperto e critico." Di Pietro Kuciukian


Polonia, "ebrei invisibili"?

"Dopo il crollo del comunismo, per vent’anni i sondaggi hanno rilevato un indebolimento dell’antisemitismo che sembrava addirittura sparito dal panorama politico. Alla fine degli anni ’90 essere antisemiti è ritornata a essere una posizione accettabile, tollerata." Dall'intervista a Konstanty Gebert di Elisabetta Rosaspina


Anche l'Italia riconosce il genocidio armeno: la Camera approva

Ieri, in data 10 aprile 2019, la Camera dei deputati ha approvato con 382 voti a favore, nessun contrario e 43 astenuti, la mozione unitaria per il riconoscimento del genocidio armeno, lo sterminio di un milione e mezzo di persone compiuto dai Giovani Turchi tra il 1915 e 1917 nei territori dell’Impero Ottomano ai danni della minoranza cristiana.


Le storie dei Giusti sui muri del Liceo Cavalleri

Dal 6 al 20 marzo 2019 gli studenti del Liceo Cavalleri hanno esposto in tre spazi diversi della Scuola le biografie di dieci Giusti, insieme ad alcune frasi di Gabriele Nissim, Vaclav Havel, Salvatore Natoli ed Etty Hillesum. Le riflessioni nate dalla conoscenza delle storie esemplari dei Giusti sono state annotate e condivise e sono state inviate a Gariwo.


25esima Giornata della memoria del genocidio dei Tutsi

Oggi il Ruanda è un Paese di cui vado molto fiera. Con mio marito contiamo i giorni che ci mancano alla pensione per ritornare a viverci e a contribuire a realizzare il “never again”: mai più genocidi.