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Diritti umani e crimini contro l'Umanità

Parsi: "Queste sono le rivolte dei giovani"

Il docente di Relazioni internazionali Vittorio Emanuele Parsi riflette sull'Egitto e sulle rivolte che agitano il Medio Oriente.


Medio Oriente, una giornata movimentata

Mentre in Egitto i militari a poco a poco ristabiliscono l'ordine e prendono il controllo della situazione, negli altri Paesi arabi e musulmani si hanno nuovi sviluppi. Oltre all'Iran, si registrano agitazioni in Yemen, Bahrein e Libia. All'interno le notizie principali con i video degli scontri.


Un movimento giovanile panarabo?

In piazza Tahrir, i manifestanti si sono difesi dai lacrimogeni mettendo aceto e cipolle dentro i fazzoletti. Secondo il New York Times l’avrebbero imparato comunicando su Facebook con i loro omologhi tunisini. Il 25 gennaio i blogger hanno portato in piazza tutto l'Egitto. Da qui sono partiti i cortei in Yemen, Algeria, Bahrein e perfino nell'islamico ma non arabo Iran, in quello che potrebbe forse essere definito un “effetto domino”.


In Medio Oriente arriva la rivoluzione digitale: la libertà nasce dal web

Editoriale di Elena Colombo, redazione Gariwo - la Foresta dei Giusti

Le rivoluzioni del nuovo millennio sono digitali e sono dei giovani. Il Medio Oriente è scosso da un movimento di protesta che ha toccato la Tunisia, l’Egitto, lo Yemen e oggi riecheggia anche in Iran. Queste manifestazioni nascono su


L'Egitto guarda al futuro con incertezza

Lo sciopero degli egiziani continua. Secondo la BBC la popolazione appena liberatasi da Mubarak non sarebbe disposta a cessare la protesta come richiede l'esercito. In vigore la legge marziale. Mubarak verserebbe in pessime condizioni di salute nella sua residenza di Sharm el-Sheik.


Cinque anni di carcere a blogger diciannovenne

Tal al-Mallouhi, blogger siriana di 19 anni, è stata condannata a cinque anni di carcere per 'cooperazione con un paese straniero', ovvero gli Stati Uniti, dalla Corte suprema di Sicurezza dello Stato di Damasco.


Genocidi e crimini contro l'Umanità

la negazione del valore dell'individuo

La prima definizione giuridica in materia di persecuzioni di massa risale al 1915 e riguarda il massacro delle popolazioni armene da parte dei turchi, cui seguono i processi delle Corti marziali a carico dei responsabili. Nel Trattato di Sèvres del 1920 le Grandi Potenze usano i termini di crimini contro la civilizzazione e crimini di lesa umanità.
Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

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Il libro

Libia

Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini

Multimedia

Popieluszko

di Rafal Wieczynski (2009)

La storia

Ahmad Batebi

studente perseguitato dal regime degli ayatollah