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Diritti umani e crimini contro l'Umanità

Appello per la pace e la democrazia

Il Caucaso del Sud è precipitato in una nuova guerra, troppo spesso ignorata dai nostri media, che sta producendo una crisi umanitaria terribile per la popolazione civile del Karabakh, in seguito all’attacco dell’Azerbaijan, supportato dalla Turchia. I due terzi della popolazione sono stati costretti alla fuga, in seguito ai bombardamenti incessanti che colpiscono Stepanakert, Shushi e altri centri del Karabakh. Si stima siano alcune migliaia i morti, da una e dall’altra parte del conflitto. Un appello per la pace e la democrazia, quello che trovate qui, ad opera della scrittrice Antonia Arslan, che ha trovato l’adesione di tanti personaggi del mondo della cultura e di tanti cittadini.


Amanuel Asrat, giornalista dissidente arrestato dal regime eritreo. Da 19 anni non si hanno sue notizie

Fu arrestato il 23 settembre 2001 insieme ad altri 16 giornalisti per aver riportato sul suo quotidiano la G-15, una lettera aperta di eminenti politici eritrei che condannava le azioni del presidente Isias Afewerki e del suo regime. A quanto risulta è trattenuto dalle autorità eritree in una località segreta. Il governo si rifiuta di rivelare la sua posizione esatta o dettagli sulla sua salute.


Facebook banna i negazionisti dell’Olocausto, un passo in avanti

Una giornata simbolica quella dello scorso lunedì per quanto riguarda il colosso social Facebook, che ha aggiornato le sue regole vietando, direi finalmente, qualsiasi contenuto che neghi o distorca la memoria dell’Olocausto, dopo aver permesso per anni ai suoi utenti di negare che il genocidio fosse avvenuto. Un’azione dovuta e necessaria, non solo per la pericolosità in termini umani e civili di questa negazione, ma anche perché essa si accompagna, sui social e non solo, a un crescente e rafforzato antisemitismo e a una diseducazione su ciò che riguarda storia e memoria.


Israele, Emirati Arabi e Bahrein: la pace può diventare contagiosa

Nessun ballo per le strade ha accompagnato in Israele l’annuncio dell’accordo di pace con Emirati Arabi e Bahrain. Nelle piazze gli israeliani c’erano e ci sono, ma per un altro motivo: manifestare contro un governo non solo capeggiato da un primo ministro sotto processo per corruzione, ma assolutamente incapace di gestire l’emergenza sanitaria ed economica...


In Karabakh si prepara un nuovo genocidio

Quando, nei primissimi giorni di guerra, il governo armeno ha iniziato a descrivere come un tentativo di genocidio l’aggressione turco-azera al Karabakh iniziata il 27 settembre, non nascondo di aver provato una punta di irritazione. Occupandomi da anni, come giornalista, di alcune delle declinazioni storiche dell’intuizione del giurista ebreo polacco Raphael Lemkin, non amo quando si abusa di questo termine.  Ammetto di aver sbagliato.


Dal Giardino di Milano, un appello per l'Armenia

Vorrei sottolineare l’atto di coraggio politico, morale ed intellettuale di un gruppo di eminenti intellettuali, storici, studiosi di grande spessore dell’Olocausto e dei genocidi che in una lettera aperta hanno chiesto al governo israeliano di sospendere la vendita di armi all’Azerbaigian e di condannare la politica di aggressione nei confronti del Nagorgo Karabakh (e indirettamente dell’Armenia) in uno dei conflitti che potrebbe portare presto a migliaia di vittime e ad un bagno di sangue senza precedenti...


Genocidi e crimini contro l'Umanità

la negazione del valore dell'individuo

La prima definizione giuridica in materia di persecuzioni di massa risale al 1915 e riguarda il massacro delle popolazioni armene da parte dei turchi, cui seguono i processi delle Corti marziali a carico dei responsabili. Nel Trattato di Sèvres del 1920 le Grandi Potenze usano i termini di crimini contro la civilizzazione e crimini di lesa umanità.
Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

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Multimedia

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La storia

Máxima Acuña

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