English version | Cerca nel sito:

Addio a Shimon Peres

l'ex Presidente israeliano e premio Nobel per la Pace

Shimon Peres

Shimon Peres AP

Difficile tracciare un profilo dell'uomo di Stato israeliano che si è spento ieri a 93 anni, lasciando un popolo "triste, ma stoico", come ha scritto Haaretz.

Antonio Ferrari sul Corriere della Sera ricorda Shimon Peres come un leader "troppo intellettuale e sofisticato per riassumere le doti e le asprezze di un popolo di frontiera". Non soltanto un militare temprato dalla lotta quindi, ma anche un fine diplomatico, che sapeva declinare gli inviti a un maggior ossequio alla realpolitik con frasi come: "Il realismo politico è molto buono da odorare, ma pesante da digerire". 

Eppure Shimon Peres, premio Nobel nel 1994 e amico del compianto leader della pace Ytzhak Rabin (un leader il cui motto poteva essere riassunto con il detto latino "se vuoi la pace, prepara la guerra"), aveva saputo attrarre la stima e l'apprezzamento di larghe fette dell'opinione pubblica mondiale.

Sicuramente le sue strette di mano con Yasser Arafat, con i papi della Chiesa cattolica, recentemente con Netanyahu al Museo Memoriale di Yad Vashem proiettavano nel mondo un'immagine di protagonismo e assieme di "maniere soft" della leadership israeliana. Non sono pochi in Israele coloro cui manca l'epoca di Peres, un'epoca percepita come carica di speranze. 

In realtà Israele è sempre stato in lotta con i suoi vicini, "Paese di frontiera" che necessitava anche di uomini d'arme valorosi. E Peres, con discrezione, ha gestito la creazione dell'arsenale nucleare israeliano. Una responsabilità non da poco, e infatti il leader, pur sempre un po' sfortunato nelle campagne elettorali, veniva descritto come "circondato dall'aureola del potere".

Shimon Peres, che il Presidente di Gariwo Gabriele Nissim aveva intervistato nel 1991, sarà sepolto sul Monte Herzl, culla del sionismo, laddove riposa anche Rabin. Alle esequie sarà con tutta probabilità presente il Presidente USA Barack Obama, con oltre 120 capi di Stato e di governo. "Tutti per dire addio al falco che si dimostrò colomba", chiosa Antonio Ferrari.

29 settembre 2016

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google.

Genocidi e crimini contro l'Umanità

la negazione del valore dell'individuo

La prima definizione giuridica in materia di persecuzioni di massa risale al 1915 e riguarda il massacro delle popolazioni armene da parte dei turchi, cui seguono i processi delle Corti marziali a carico dei responsabili. Nel Trattato di Sèvres del 1920 le Grandi Potenze usano i termini di crimini contro la civilizzazione e crimini di lesa umanità.
Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

leggi tutto

La storia

Ayaan Hirsi Ali

europarlamentare, scrittrice, docente universitaria