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Aggrediti perché ebrei

accade a Parigi, vittima una giovane coppia francese

“Siete ebrei, avete i soldi”. Queste le parole pronunciate da uno degli aggressori, ora nelle mani della polizia francese, della coppia di giovani ebrei assaliti nella loro casa di Créteil, nella banlieu parigina.

Un’aggressione antisemita in piena regola, come ha denunciato il Ministro dell’Interno francese Cazeneuve. Tre uomini incappucciati si sono introdotti nell’abitazione, minacciando i giovani con una pistola; una volta svaligiato l’appartamento, i criminali hanno immobilizzato il ragazzo e violentato la fidanzata.
La gang è ora sospettata di aver compiuto altri atti antisemiti, come il pestaggio di un uomo di 70 anni, anche lui ebreo, lo scorso 10 novembre - nella stessa banlieu di Créteil.

Immediate le proteste e la rabbia dei cittadini, che ancora hanno in mente la vicenda di Ilan Halimi, il 28enne ebreo che nel 2006 venne sequestrato, rinchiuso in una cantina e torturato a morte da un gruppo antisemita. O il caso di Mohamed Merah, che nel marzo 2012 ha ucciso tre bambini e un adulto davanti alla scuola Israelita di Tolosa Ozar Hatorah. O ancora l’attentato al Museo Ebraico di Bruxelles del maggio 2014, compiuto da un cittadino francese di origine araba.

“La benzina dell’odio è stata già versata ovunque - aveva dichiarato prima dell’estate lo scrittore ebreo Marek Halter - e adesso impregna ogni cosa. A questo punto, basta un fiammifero per scatenare un incendio devastante”.

Negli ultimi mesi la Francia è al primo posto trai Paesi di emigrazione e ritorno verso Israele. Quasi 1500 persone hanno fatto la loro Aliyah (la “salita”, il ritorno in Israele) nei primi mesi del 2014, quattro volte di più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un movimento che è cresciuto nel tempo, e che secondo l’Agenzia ebraica in Francia rappresenta un dato senza precedenti dalla nascita di Israele nel 1948.

4 dicembre 2014

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