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Alba Dorata, l'"inquietante bodyguard" della Grecia

intervista ad Antonio Ferrari

Foto di Ib Times

Foto di Ib Times

Alla luce degli scontri e delle polemiche in occasione della visita di Angela Merkel in Grecia abbiamo chiesto ad Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera, di fornirci alcuni elementi per comprendere meglio il fenomeno di Alba Dorata.


Quali sono le origini Alba Dorata? Si può dire che sia un prodotto della crisi o ha radici precedenti?


Alba Dorata ha origini antiche, ma in principio sembrava un fenomeno assolutamente marginale. Non si è mai sentito parlare di questo partito come forza rilevante dal punto di vista politico, se non all’inizio della crisi. Alba Dorata oggi è diventata un pericolo perché nella sua componente ormai parlamentare raccoglie e sintetizza tutta l’insicurezza del Paese. Insicurezza significa “abbiamo bisogno di qualcuno che ci protegga”, e in un Paese che sembrava immune da avventure di estrema destra, avendo conosciuto la vergogna della dittatura militare dal 1967 al 1974, questo non può che fare riflettere. Il movimento si presenta con la caratteristica di “inquietante bodyguard”. Mi spiego meglio. Se qualcuno ha dei problemi con i vicini rumorosi o con un gruppo di immigrati chiama Alba Dorata, e Alba Dorata interviene con le maniere che conosciamo, estremamente pericolose. Ecco quindi, dato più angosciante, che questa organizzazione rappresenta un modo di pensare che cerca di raccordarsi con il momento di incertezza e di paura di un Paese che sta affrontando i morsi di 5 anni e mezzo di recessione. Si pensi solo che la Grecia ha perso in questi anni il 25% del proprio Pil, e ciò è spaventoso. A questo si sommano poi episodi di violenza che non sono solo di Alba Dorata, ma sono quelli indotti dal suo pensiero.


Alla luce del recente viaggio di Angela Merkel in Grecia, si può affermare che il consenso ad Alba Dorata si leghi anche all’atteggiamento di Germania e Unione europea verso la Grecia? Il consenso ad Alba Dorata è destinato ad aumentare?


Il legame c’è ma non è un legame con l’atteggiamento di durezza della Germania o con il sentimento di incomprensione da parte dell’Europa. C’è un legame dovuto alla crescita dell’insicurezza su come sarà il domani, e questo è talmente forte che secondo i sondaggi Alba Dorata potrebbe diventare il terzo partito greco dopo Nuova Democrazia e la sinistra massimalista di Syriza. In un Paese come la Grecia il fatto che Alba Dorata diventi il terzo partito è sicuramente un forte elemento di riflessione. Tengo a sottolineare anche qui l’effetto indotto, che è evidente partendo da alcuni episodi. Sul muro di una università di Creta è comparsa la scritta “impicchiamo tutti i professori di sinistra”. Ora, questo non è stato fatto da Alba Dorata, ma è dovuto al clima che si è creato in Grecia e che è possibile proprio per la presenza di un partito di estrema destra. Secondo episodio, riguardante la questione linguistica. In Grecia c’è molta attenzione alla lingua, e al rapporto tra antico e moderno. Noi sappiamo che la lingua vera è quella che continua e si evolve. Non si possono applicare criteri troppo rigidi, ma bisogna accettare i prestiti dall’esterno così come i cambiamenti che invece qualche purista definisce “inquinamenti”. È la vita di tutti i giorni che porta alle trasformazioni. In Grecia è stata redatta una grammatica, che non è piaciuta agli ultranazionalisti, con maestri che per una questione di accenti e pronuncia hanno bruciato i testi davanti ai bambini delle scuole elementari. Cosa sarà rimasto nella testa di questi ragazzi?
Infine, visto che Gariwo ha a cuore questi argomenti, vorrei ricordare la cosa che più mi ha fatto venire i brividi: l’ex Primo Ministro Papandreu è stato accusato da un deputato di Alba Dorata di avere solo il 25% di sangue greco, perché figlio di un greco e di una americana e perché pare che la nonna fosse romena. Il fatto di andare in Parlamento e dire una cosa del genere è indicativo del rischio che la Grecia sta correndo.


Proprio su questo, ci aiuti a capire. Alba Dorata si definisce nazionalista, ma molti ne parlano come di una formazione neofascista e neonazista. In Alba Dorata è diffuso un atteggiamento antisemita?


Più che antisemita direi “antitutto”, “anti-diverso da noi”. Il ragionamento è questo: noi siamo i greci, siamo la purezza, e non dobbiamo lasciarci inquinare. L’antisemitismo c’è sicuramente, ma non è l’elemento prevalente. L’odio espresso è nei confronti del diverso: del musulmano, del pakistano, di quello che ha un altro colore della pelle, di quelli che “vengono a rubarci il pane e a prendere le nostre già scarse possibilità di lavoro”. Cito questo episodio: hanno aperto un ufficio a New York per raccogliere denaro da inviare ai greci in difficoltà. I pacchi con i generi alimentari per questi greci vengono distribuiti per le strade del Paese, e dati solo a chi presenta documenti che comprovino la sua assoluta grecità. Ecco dove si arriva, al tentativo di imporre una presunta purezza legata alla razza.


Sappiamo dei recenti scontri per la questione immigrati e di violenze contro gli antifascisti da parte dei poliziotti vicini ad Alba Dorata. Cosa può dirci in proposito?


Purtroppo la maggioranza dei poliziotti sostiene Alba Dorata. È stato comprovato che nei quartieri dove risiedono più componenti delle forze dell’ordine vi è la maggior quantità di voti a questo partito. Credo che proprio su questo elemento il governo e le istituzioni debbano agire, perché se la Grecia continua con una tale deriva il Paese rischia di diventare quasi irriconoscibile. Tengo però a sottolineare un elemento importante, anche dal punto di vista simbolico, della visita di Angela Merkel: al di là di tutto ha portato l’idea che la Germania non si pone contro la Grecia, ma vuole fare in modo che la Grecia non esca dall’euro e non corra dei rischi. 

12 ottobre 2012

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