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​Amos Oz: “Ridurre la guerra a conflitto Israele-Gaza”

lo scrittore propone pace con Abu Mazen isolando Hamas

Il 2 febbraio 2015 lo scrittore israeliano Amos Oz ha bacchettato i politici della destra israeliana, membri del Likud e del Bayit Yehudi, in un discorso su IDF e società israeliana tenuto all’Interdisciplinary Center di Herzliya. Per l’autore di libri pluripremiati quali Una storia d’amore e di tenebra, Non dire notte e Giuda, sarebbe possibile raggiungere facilmente un accordo con Mahmoud Abbas e i palestinesi della West Bank, in modo da poter limitare la guerra tra israeliani e palestinesi a un conflitto territoriale con Hamas a Gaza.

Lo rende noto il giornale israeliano Jerusalem Post, che sottolinea alcune prese di posizione fuori del comune di Amos Oz. Il narratore pacifista avrebbe infatti elogiato il Piano di pace arabo del 2002, affermando che se fosse stato proposto a Israele 50 anni fa, “la gente di tutta la nazione sarebbe scesa in strada danzando”. Inoltre avrebbe dichiarato che nel 1973 “non vinse Israele come tutti credono, ma Sadat, perché aveva rotto lo status quo, spingendo Israele a concludere la pace con l’Egitto e a rinunciare al Deserto del Sinai". Oggi, avrebbe affermato, “l’occupazione imposta a 2 milioni di palestinesi potrebbe uccidere il nostro Paese”.

In Israele, a seguito delle affermazioni di Oz si è innescata una polemica sul conflitto con Gaza nel 2014. L’ex direttore dell’Agenzia per la Sicurezza israeliana (Shin Bet) Ami Ayalon ha attaccato Netanyahu, convinto di aver vinto la guerra in quanto afferma di avere distrutto tutti i tunnel sotterranei da cui partono gli attacchi contro Israele, dicendo che 72 morti israeliani, più di 2.100 vittime palestinesi e un’ampia distruzione delle case dei residenti di Gaza proverebbero il contrario. Di questi giorni è anche la notizia delle dimissioni del capo della commissione di inchiesta ONU incaricato di indagare sui presunti crimini di guerra compiuti da Israele a Gaza nel 2014, William Schabas, in seguito a feroci accuse rivoltegli tra l’altro da un ambasciatore di Israele all’ONU, Ron Prosor, secondo cui tale nomina “equivale a mettere Dracula alla Presidenza di una banca del sangue”.

Infine, per Amos Oz, la destra israeliana sarebbe colpevole di “strumentalizzare il Monte del Tempio per innescare una nuova guerra di religione”. Un simile conflitto, avrebbe aggiunto, “lo faranno senza di me e i miei figli”. “Io”, avrebbe spiegato, “ho il diritto di attraversare una strada con il verde. Ma se da una via laterale sta arrivando un camion a gran velocità, non lo farò. Il governo dovrebbe fare così: astenersi dal trasformare la questione nella miccia scatenante di una pericolosa guerra di religione”. Il discorso integrale non è ancora apparso in versione integrale in nessun sito.   

3 febbraio 2015

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