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Barack Obama e l'intervento in Libia

discorso alla National Defense University

Il Presidente Usa spiega agli americani le ragioni dell'intervento in Libia e afferma: "Gli Stati Uniti e tutto il mondo hanno dovuto prendere una decisione. Gheddafi aveva proclamato che non avrebbe mostrato 'nessuna pietà' verso il proprio popolo. Lo ha paragonato a un branco di topi e ha detto che sarebbe andato a stanarli a uno a uno. Lo avevamo già visto in passato far impiccare la gente nelle strade e uccidere più di mille persone in un solo giorno. Le sue truppe erano ormai a ridosso di Bengasi. Sapevamo che se avessimo atteso un giorno di oiù a Bengasi ci sarebbe stato un massacro spaventoso, con un'eco in tutta la regione che avrebbe lasciato una macchia indelebile sulla coscienza del mondo.

Non stava certo nel nostro interesse nazionale lasciare che ciò accedesse. Perciò due giorni dopo essermi consultato con la leadership del Congresso ho autorizzato un'azione militare per fermare il massacro e imporre la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'ONU [...].

Per di più impedire che Gheddafi sconfigga i suoi oppositori risponde all'interesse strategico dell'America. Un massacro avrebbe portato alla fuga della Libia di altre migliaia di profughi, creando enormi pressioni sui pacifici, ma ancora molto fragili, processi di transizione in Egitto e Tunisia. Le spinte democratiche che si stanno producendo in tutta la regione sarebbero offuscate e neutralizzate dalle più ignobili forme di dittatura, visto che i leader repressivi ne trarrebbero la conclusione che la violenza è il modo migliore per conservare il potere".

31 marzo 2011

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Genocidi e crimini contro l'Umanità

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Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

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