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Chi s'impegna per aiutare i siriani

e chi invece sostiene Assad

Un gruppo di quattro consiglieri regionali di Aleppo è volato a Parigi al Quai d'Orsay per negoziare l'invio di aiuti umanitari alla popolazione siriana. I quattro hanno presentato "un video e delle fotografie della Siria devastata dalla guerra che hanno lasciato impietriti perfino dei diplomatici di lungo corso", dice Le Monde sull'incontro a cui hanno partecipato i rappresentanti dei 28 Paesi membri dell'Unione Europea.
Contro l'inazione di quest'ultima si schiera Padre Dell'Oglio, un prete "scomodo" che anni fa era stato allontanato dalla Siria su richiesta della Chiesa e della popolazione civile. Ora, al termine dei lavori della Tavola della Pace di Cremona, il sacerdote ha redatto una lettera rivolta al Parlamento italiano, al Parlamento europeo e al Governo italiano in cui definisce "moralmente inaccettabili" le giustificazioni dell'inerzia davanti al conflitto siriano basate sulle divisioni tra i Paesi europei e sulla paralisi del Consiglio di sicurezza ONU. La lettera fa appello alla "coscienza" dell'Italia e dell'Europa chiede l'invio di una forza di interposizione a Damasco. 

Qui, nonostante l'orrore e la riprovazione suscitati in tutto il mondo, Assad domina ancora incontrastato. Il Foglio riporta un'analisi di Tatiana Boutourline sul perché alcuni settori della società siriana lo difendono ancora. Non si tratta solo degli alawiti o di altre componenti che tradizionalmente si sentono protette dal dittatore, ma di uno schieramento trasversale, spesso composto da famiglie dell'élite siriana, che preferiscono "una spruzzata di limone" sul menu indigesto di Bashar al-Assad piuttosto che lasciar spazio alla ribellione, che potrebbe tingersi di "terrorismo" e "fondamentalismo". 

5 luglio 2013

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