English version | Cerca nel sito:

Cina: per gli Uiguri si parla di genocidio

la dichiarazione della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese

Campo di rieducazione a Lop County, Xinjiang (Cina) - © Xinjiang Bureau of Justice WeChat Account

Campo di rieducazione a Lop County, Xinjiang (Cina) - © Xinjiang Bureau of Justice WeChat Account

Gli Uiguri sono una minoranza musulmana che vive insieme ai cinesi Han nel nord-ovest della Cina - soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang -, vittima di pesanti soprusi e violazioni di diritti, su base etnica, religiosa, culturale. Dopo la fuga di notizie che ha permesso al New York Times di ottenere più di 400 pagine di documenti riservati del Partito comunista cinese, infatti, a novembre 2019 è stato reso molto chiaro ciò che da tempo veniva denunciato da attivisti, giornalisti e uiguri stessi: la loro repressione da parte del governo di Pechino, attuata attraverso la detenzione di massa in campi di rieducazione, lavoro forzato, brutale imposizione della cultura e del patriottismo cinesi, tracciamento degli spostamenti attraverso un sofisticato sistema di riconoscimento facciale.

Durante la pandemia di Covid-19, inoltre, si è verificato un vuoto di notizie per quello che riguarda la regione dello Xinjiang. Ufficialmente i dati del Covid-19 nella regione sono di 76 casi e tre morti e pochissimo si sa sulla condizione in cui si trovano gli uiguri richiusi nei centri. I rapporti degli esuli uiguri hanno però descritto come il blocco dovuto al Covid abbia messo la minoranza musulmana nello Xinjiang ulteriormente a rischio, non solo sanitario ma anche legato alla mancanza di cibo.

In questi giorni, è arrivata finalmente dal Parlamento europeo, che già aveva condannato l’internamento di massa degli uiguri, una forte presa di posizione: “potremmo essere di fronte a un genocidio”, hanno dichiarato Reinhard Buetikofer ed Evelyne Gebhardt, presidente e primo vicepresidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese. L’affermazione è motivata in particolare dall’emergere di nuove notizie sulla sterilizzazione forzata a cui sono costrette molte donne uigure per accelerare la sostituzione demografica. "Siamo profondamente scioccati dalle ultime rivelazioni sulla massiccia campagna del Partito Comunista Cinese per schiacciare il tasso di natalità degli uiguri nello Xinjiang - hanno dichiarato Buetikofer e Gebhardt - le notizie sulla sterilizzazione forzata e sugli aborti, come pure sulle severe sanzioni che vengono inflitte per le violazioni alle norme sul controllo delle nascite, sono di un'atrocità senza precedenti e corroborano ulteriormente la valutazione che potremmo essere di fronte a un crimine di genocidio”. Alcuni dati, in più, rendono spaventosamente evidente la gravità della situazione: il tasso di crescita demografica delle due più grandi prefetture con popolazione uigura in Cina è diminuito tra il 2015 e il 2018 dell’84% e l’80% dei dispositivi intrauterini anticoncezionali disponibili nel Paese è stato usato nello Xinjiang.

"Le nuove informazioni sottolineano l'urgente bisogno di un'indagine indipendente sulla situazione e di un regime sanzionatorio per violazione dei diritti umani”, hanno aggiunto Buetikofer e Gebhardt, che chiedono alla Commissione Europea, all'Alto Rappresentante e agli Stati membri dell'Ue "di condannare in modo univoco queste pratiche e di agire rapidamente per trovare una risposta adeguata”.

2 luglio 2020

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Genocidi e crimini contro l'Umanità

la negazione del valore dell'individuo

La prima definizione giuridica in materia di persecuzioni di massa risale al 1915 e riguarda il massacro delle popolazioni armene da parte dei turchi, cui seguono i processi delle Corti marziali a carico dei responsabili. Nel Trattato di Sèvres del 1920 le Grandi Potenze usano i termini di crimini contro la civilizzazione e crimini di lesa umanità.
Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

leggi tutto

Il libro

Pane Nero

Miriam Mafai

Multimedia

Intervista a Cecilia De Vincenti

"Mia madre, Azucena Villaflor"

La storia

Hawa Aden Mohamed

l'insegnante che si batte per i diritti delle bambine