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Continua la repressione in Siria

il regime di Assad in guerra contro il mondo

Il regime di Assad è stato investito relativamente tardi dall'aria di rivolta che soffia in Medio Oriente. Infatti la Primavera araba a Damasco è iniziata a marzo 2011, due mesi dopo che in Tunisia. Tuttavia dalla prima manifestazione che si svolse nella città di Daraa a oggi le vittime della repressione sono già 5.000.


Molti bambini sono stati colpiti dai miliziani di Assad durante le manifestazioni.  Qualcuno di loro è stato addirittura  torturato e ucciso. Di certo l'infanzia non ha vita facile in un Paese dove la vita è lontana dalla normalità, le forze di sicurezza colpiscono le persone anche dentro le loro abitazioni, la vita sociale ed economica è sconvolta e molte famiglie sono costrette a emigrare. 


L'opposizione


I manifestanti chiedono democrazia politica, fine della corruzione, misure di contrasto alla povertà e la sospensione della legge di emergenza in vigore dal 1963. Per il governo di Bashar al-Assad si tratta di "un'insurrezione armata" da stroncare con l'invio di truppe a Homs, Baniyas, Rastan, nella capitale e altrove. 


Un ruolo particolare, mentre i civili vengono bombardati e attaccati con i carri armati, è quello dei disertori siriani, che hanno anche formato un proprio esercito, il Syria Free Army. Tuttavia secondo le ONG e gli altri osservatori internazionali più autorevoli, il dato che colpisce è l'uccisione sistematica di civili disarmati.


Lo scenario geopolitico


La natura del conflitto non è settaria, ma è innegabile il ruolo che Assad ha sempre assegnato ai musulmani alawiti, del tutto sproporzionato in un Paese a maggioranza sunnita. La BBC osserva che le proteste di questi mesi sono partite quasi sempre dalle aree a maggioranza sunnita, anche se gli oppositori chiedono "una società tollerante, multietnica e multireligiosa". 


L'Occidente e la Turchia sono contro il regime di Assad, che però è sostenuto da Cina e Russia all'interno del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. L'Unione Europea ha adottato sanzioni e secondo il Commissario UE Catherine Ashton il dittatore siriano è ormai "privo di legittimità". 


La Lega Araba ha sospeso la Siria il 12 novembre scorso e ha inviato osservatori nel Paese per monitorare una crisi umanitaria senza precedenti. Human Rights Watch ha criticato duramente l'organizzazione perché, sostiene, "la presenza degli osservatori della Lega Araba ha fatto ben poco per costringere le autorità siriane a porre fine ai loro crimini".  Gli eventi in Siria, uno dei nemici più acerrimi di Israele e un alleato degli hezbollah libanesi, potrebbero avere un grande impatto su tutto il Medio Oriente.  


Assad minaccia il mondo e uccide i giornalisti


Tra le gravi violazioni dei diritti umani registratesi in Siria nell'ultimo anno si segnala l'uccisione l'11 gennaio a Homs del giornalista francese Gilles Jacquier. Il reporter è stato colpito da colpi di mortaio con altri cronisti mentre assisteva a un comizio filogovernativo. "Siate pronti", gridava quella stessa mattina il dittatore Assad in uno di quei comizi. "Vinceremo il complotto, ormai siamo alla fine e batteremo i nemici della Siria". Gilles Jacquier era un vincitore del Premio Ilaria Alpi.

17 gennaio 2012

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