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Ecuador: "una clinica per curare l'omossessualità"

in Uganda leggi omofobe

Foto di  Guillaume Paumier

Foto di Guillaume Paumier

Le organizzazioni in difesa dei diritti dei gay denunciano che in Ecuador ci sono cliniche dove gli omosessuali vengono rinchiusi per "curare l'omosessualità", dove le persone vengono ricoverate con la forza. In queste cliniche i degenti subirebbero torture e abusi sessuali. 
Secondo gli attivisti nel Paese gli istituiti sarebbero più di 200.


IN UGANDA UNA LEGGE CONTRO I GAY

La legge contro i gay è stata introdotta nuovamente in Uganda: per chi è "colpevole" di omosessualità è previsto il carcere.

Il provvedimento è stato presentato dal deputato David Bahati per la seconda volta.  Il parlamentare aveva già proposto la legge nel 2009, suscitando l'indignazione della comunità internazionale: il presidente Obama stesso aveva definito il provvedimento come "odioso".


La morte dell'attivista per i gay David Kato Kisule aveva acuito la protesta, costringendo l'Uganda a una marcia indietro.


Oggi invece pare che i deputati abbiano accolto il provvedimento alzandosi in piedi, applaudendo e con cori da stadio che scandivano la frase "la nostra legge, la nostra legge". 


Il raid contro gli omosessuali


Il ministro ugandese per le questioni morali e l'integrità, Simon Lokodo, ha personalmente diretto l'assalto a un seminario di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (Lgbt) che si stava svolgendo il 14 febbraio a Entebbe.  L'esponente del Governo ha dichiarato che la riunione è illegale e ha cercato di arrestare Kasha Jacqueline Nabagasera, attivista per i diritti delle persone Lgbt e vincitrice nel 2011 del premio Martin Ennals per i difensori dei diritti umani, che è stata costretta a lasciare in tutta fretta l'albergo in cui era in corso la riunione.


David Kato Kisule


David era un attivista per i diritti degli omossessuali. La sua foto era comparsa su un quotidiano, insieme a quelle di altri gay, accanto all'invito a linciare i gay. Non molto tempo dopo David è stato ucciso. Per il Governo è stato aggredito a scopo di rapina, le organizzazioni per i diritti umani evidenziano che ha pagato con la vita il suo impegno sociale.


Call me Kuchu


"Chiamami frocio": è questo il titolo provocatorio di un docufilm dedicato alla vita di David, che sarà presentato al Festival di Berlino il prossimo 11 febbraio.  Al centro del documentario la battaglia che ha condotto contro l'omofobia.


14 febbraio 2012

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