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Elegie del 4 giugno

Liu Xiaobo pubblica un libro su Tienanmen

Il 4 giugno 1989 i carri armati del Partito Comunista soffocavano le pacifiche manifestazioni dei giovani cinesi per la democrazia in Piazza Tienanmen. Nell'anniversario esce un documento prezioso, il libro Elegie del 4 giugno del Premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo, incarcerato per le sue iniziative coraggiose per domandare democrazia. 

Il fondatore di Carta '08 - manifesto per lo Stato di diritto nell'ex Impero di mezzo - ha composto ogni anno una poesia sui giorni in cui, dopo la visita in Cina di Gorbaciov, i giovani avevano provato a rivendicare un futuro diverso da quello previsto nel Libretto Rosso di Mao e vissuto tragicamente dai loro genitori e nonni durante la carestia da 30 milioni di vittime seguita al Grande Balzo in avanti e la  Rivoluzione Culturale


In quell'istante il mondo era un agnello indifeso
massacrato da un sole nudo
Persino Dio senza parole per lo sgomento
si limitava a piangere sospiri silenziosi
Seguì il sangue del mercimonio ripulito dal denaro 
dei cadaveri scuoiati 
che si univano alla marcia del dispotismo 
- scrive Liu Xiaobo in uno dei componimenti.


Di tutte le poesie è indicato il tempo e il luogo di composizione, inclusi il carcere, gli arresti domiciliari o i campi di rieducazione dove l'attivista per la democrazia è stato rinchiuso per la sua attività di dissidente.

Nella prefazione al testo, edito da Lantana, è Liao Xiaobo stesso a spiegare il suo rapporto con l'attivismo e il senso di colpa che prova per non aver saputo, nonostante tutto l'impegno, fermare i carri armati nel 1989. "Perché - si chiede - sono i silenziosi nessuno ad aver pagato con la loro vita il prezzo più alto, coloro che non possono più raccontare ciò che è accaduto, mentre l'élite privilegiata dei fortunati sopravvissuti ha il potere di parlarne e riparlarne senza sosta?". E ancora: "Chi ha fuggito la libertà vive ancora ma la sua anima è morta nel terrore. Chi brama la libertà è morto ma la sua anima vive nella rivolta".

Ricordare Piazza Tienanmen

In vista dell'anniversario del 4 giugno 1989, le autorità cinesi hanno eseguito perquisizioni in tutto il Paese, per prevenire qualsiasi manifestazione in ricordo delle vittime. Il governo ha infatti quasi totalmente rimosso Tienanmen dalla storia, censurando ogni riferimento alle manifestazioni del 1989 dal web e classificando gli eventi come "turbolenze politiche".

In questo contesto, gli ex studenti di piazza Tienanmen ora devono decidere cosa raccontare ai loro figli di quel giorno, di questo tabù di Stato. Dilemma ancora più complicato per quanti sono rimasti in Cina, con un governo che ancora considera "criminali" i manifestanti e "necessaria per la protezione dei cittadini" la repressione del regime. Sono numerosi i casi di dimostranti rimasti mutilati nel 1989 che hanno dovuto definire un semplice incidente la causa della perdita dei loro arti.

A lottare per non dimenticare, le Madri di Piazza Tienanmen, impegnate a ricordare che i loro figli non hanno ricevuto giustizia e a mantenere viva la battaglia per la memoria. Nell'imminenza dell'anniversario, il gruppo ha diffuso una lettera aperta in cui si critica la politica del presidente Xi Jinping, impengato nel controllo dell'informazione, nella censura di internet e nella repressione di ogni forma di opposizione.

4 giugno 2013

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