English version | Cerca nel sito:

I desaparecidos di Istanbul

alle Madri del sabato il premio Hrant Dink 2013

Rakel Dink ha consegnato il premio annuale che porta il nome di suo marito Hrant alle Madri del sabato, un gruppo di donne che proprio ogni sabato, a mezzogiorno, si riunisce davanti agli imponenti cancelli del liceo Galatasaray di Istanbul chiedendo giustizia per i propri cari scomparsi.

Una presenza silenziosa, costantemente controllata da poliziotti in tenuta anti sommossa, che ricorda le manifestazioni di Plaza de Mayo nell’Argentina della dittatura. Così come a Buenos Aires, infatti, anche a Istanbul le madri dei desaparecidos sfilano per le strade della città sotto a uno striscione che recita: “Sappiamo dove sono i colpevoli. Ma dove sono i nostri figli?”. Durante le dimostrazioni le donne portano tra le mani un garofano rosso e le foto dei loro giovani figli scomparsi.

La protesta è iniziata il 28 maggio 1995, quando un piccolo gruppo di mamme, mogli, fratelli, sorelle, figli e figlie degli attivisti turchi e curdi detenuti negli anni ‘80 e ’90 si riunì in Piazza Galatasaray. Sui ritratti che tenevano in mano, il nome dei loro cari e una parola che sarebbe diventata tristemente nota: kayip - scomparso. Le Madri del sabato sono state negli anni molestate, attaccate, ferite, picchiate e arrestate, ma ogni settimana continuano decise la loro protesta.

I kayiplar sono circa cinquecento persone scomparse nella prima metà degli anni ‘90, durante la fase più acuta dello scontro tra Ankara e i gruppi indipendentisti curdi.

Gli incontri delle madri ebbero inizio in seguito al ritrovamento del corpo di Hasan Ocak, attivista politico arrestato nel 1995, strangolato dopo 5 giorni di detenzione e abbandonato nelle foreste di Bozhane. La stessa polizia, che rinvenne il suo corpo, decise di non consegnarlo alla famiglia e lo seppellì in una tomba senza nome. I parenti trovarono la sua fossa solo dopo 55 giorni.

Emine Ocak, la madre di Hasan, faceva parte della delegazione che domenica scorsa ha ritirato il premio Hrant Dink.

19 settembre 2013

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google.

Genocidi e crimini contro l'Umanità

la negazione del valore dell'individuo

La prima definizione giuridica in materia di persecuzioni di massa risale al 1915 e riguarda il massacro delle popolazioni armene da parte dei turchi, cui seguono i processi delle Corti marziali a carico dei responsabili. Nel Trattato di Sèvres del 1920 le Grandi Potenze usano i termini di crimini contro la civilizzazione e crimini di lesa umanità.
Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

leggi tutto

Multimedia

Invictus

il film di Clint Eastwood sull'apartheid

La storia

Mehrangiz Kar

avvocato, scrittrice, docente all’Università di Harvard