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Il conflitto siriano visto da un bambino

violenze continue e allarme profughi

Bombe sull'Università di Damasco: più di 20 gli studenti rimasti uccisi. È solo l'ultimo episodio del conflitto siriano, che mostra come l'idea di tenere le violenze lontane dalle principali istituzioni del Paese sia del tutto lontana dalla realtà. La guerra ha raggiunto anche la capitale, Damasco è colpita come le altre città siriane.

In questo clima, le dimissioni del capo dei ribelli e le reciproche accuse tra regime e opposizione indeboliscono la possibilità - sempre più remota - di un convivenza civile nel Paese.

Alle continue violenze si aggiunge il problema dei profughi: oltre tre milioni di siriani sono sfollati nel loro stesso paese, e quasi altrettanti sono i rifugiati nei Paesi confinanti. I campi profughi sono in condizioni igieniche e umanitarie disperate, e si contano diversi casi di proteste da parte degli sfollati. L'ultima è avvenuta in un campo turco, al confine con la Giordania, in seguito alla morte di un bambino nell'incendio di una tenda. L'UNHCR - Alto Commissariato ONU per i rifugiati - ha aperto un'indagine contro la Turchia, accusata di aver costretto 6 rifugiati coinvolti nei disordini a lasciare il campo e a tornare in Siria.

La drammatica situazione siriana è al centro di un video dell'emittente birtannica Channel 4, che ha guardato il conflitto con gli occhi di Mohamed Asaf, un bambino che lavora in una clinica medica di Aleppo.

29 marzo 2013

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