English version | Cerca nel sito:

In India il Covid-19 riaccende l'ostilità verso i musulmani

sotto accusa per un raduno religioso tenuto in marzo

La campagna di Caritas India per combattere la diffusione del coronavirus

La campagna di Caritas India per combattere la diffusione del coronavirus AsiaNews

In India l'epidemia da Covid-19 è stata l'occasione per manifestazioni di intolleranza e violenza nei confronti dei musulmani, una comunità di 200 milioni di persone nettamente minoritaria rispetto a 1,3 miliardi di indù e da lungo tempo oggetto di ostilità e di politiche discriminatorie, che si sono accentuate con il governo nazionalista indù guidato dal Primo Ministro Narendra Modi.

Il Paese registra un numero relativamente contenuto di contagi rispetto alle dimensioni enormi della popolazione (8.447 casi confermati, 273 decessi e 765 guariti, secondo i dati dell’OMS al 12 aprile), ma sui media la campagna contro la minoranza musulmana si è risvegliata quando il Ministero della Sanità ha individuato un movimento religioso musulmano, Tablighi Jamaat, come responsabile  di oltre un terzo dei casi di contagio, scatenando una serie di aggressioni e tentativi di linciaggio contro i musulmani in tutto il Paese.

Tablighi Jamaat è un'organizzazione islamica di tipo missionario, fondata nel 1926 in India dal religioso Muhammad Ylias e presente in molti paesi, con circa 80 milioni di seguaci. In marzo il movimento ha tenuto un grande raduno di predicatori in India e riunioni analoghe in Malesia e Pakistan, dove si sono sviluppati focolai del coronavirus.
La vicenda è stata ricostruita da Jeffrey Gettleman, Kai Schultz e Suhasini Raji in un lungo articolo pubblicato sul quotidiano The New York Times, dove è citata la dichiarazione di un alto funzionario del Ministero degli Esteri indiano, Vikas Swarup: "il governo è stato costretto a chiamare in causa questa congregazione” perché l'incontro di marzo "ha avuto un impatto significativo sui sistemi di contenimento”. Il funzionario ha però negato che la colpa attribuita a questa organizzazione “sia riconducibile a una particolare comunità".

Tablighi Jamaat ha la sede principale in un edificio alto, bianco e moderno nel quartiere Nizamuddin West di Delhi. Uno dei 4.000 fedeli che reano qui riuniti all'inizio di marzo ha riferito che i partecipanti dormivano, mangiavano e pregavano stando sempre vicini e senza particolari precauzioni per il coronavirus. 

Il governo indiano ha cercato di rintracciare e mettere in quarantena i presenti al raduno e il 16 marzo ha vietato le riunioni di oltre 50 persone.
Ma la reazione delle autorità è stata lenta e solo diversi giorni dopo il premier Modi ha annunciato un blocco a livello nazionale. Invece di disperdersi, più di mille persone sono però rimaste presso il centro missionario. Anzi, durante il sermone del 19 marzo, Maulana Saad Kandhalvi, leader di Tablighi Jamaat, ha detto ai seguaci che il coronavirus era "la punizione di Dio" e di non temerlo.

Circa una settimana dopo, gli ispettori sanitari hanno scoperto che circa 1.300 persone erano ancora presso il centro religioso senza maschere o altri dispositivi di protezione. Molti leader musulmani hanno criticato gli organizzatori dell'incontro per non averlo subito sospeso. E intanto centinaia di partecipanti erano partiti  diffondendo il coronavirus in oltre la metà degli stati dell’India.
Il 31 marzo, le autorità di Delhi hanno aperto un procedimento penale a carico di Maulana Kandhalvi per “aver deliberatamente, intenzionalmente e in modo malvagio" messo a rischio la salute pubblica. Il centro di Tablighi Jamaat è stato chiuso e sigillato.

Ora i leader musulmani temono attacchi ricordando i fatti di febbraio, quando una folla di indù si era scatenata in un quartiere operaio di Delhi, uccidendo decine di persone quasi senza l'intervento della polizia.
"Il governo non avrebbe dovuto attribuire la colpa in questo modo", ha dichiarato Khalid Rasheed, presidente del Centro Islamico. "Parlare ai media di questa vicenda facendo riferimento all’appartenenza religiosa crea una profonda divisione. Il coronavirus può morire, ma il virus dell’ostilità tra le comunità sarà difficile da eliminare quando questo sarà finito."

Un segnale positivo nell’emergenza da Covid-19 è la volontà di molte organizzazioni umanitarie di collaborare per portare aiuto ai milioni di indiani poveri, privi di mezzi di protezione e spesso anche dell’accesso all’acqua.
Caritas India ha lanciato un appello ai suoi partner per collaborare con le istituzioni governative e soccorrere in particolare i lavoratori immigrani e i salariati a giornata, che hanno perso il lavoro a causa del blocco e non sono in grado di mantenere le famiglie.
Finora 53 associazioni hanno ottenuto l'autorizzazione dal governo e si stanno attrezzando per raggiungere un maggior numero di persone con i kit alimentari e per l'igiene personale, per allestire cucine comunitarie per i più poveri e per fornire mascherine gratuitamente nei villaggi.

16 aprile 2020

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Genocidi e crimini contro l'Umanità

la negazione del valore dell'individuo

La prima definizione giuridica in materia di persecuzioni di massa risale al 1915 e riguarda il massacro delle popolazioni armene da parte dei turchi, cui seguono i processi delle Corti marziali a carico dei responsabili. Nel Trattato di Sèvres del 1920 le Grandi Potenze usano i termini di crimini contro la civilizzazione e crimini di lesa umanità.
Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

leggi tutto