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Intervento dell'ONU contro gli scafisti

sanzioni verso quattro libici e due eritrei accusati di traffico di esseri umani

Nave carica di migranti

Nave carica di migranti Olmo Calvo/Associated Press

Per fuggire da o attraverso la Libia migliaia di persone rischiano di morire ogni giorno, a opera di scafisti senza scrupoli. Ora l'ONU, dopo alcune denunce tra cui un video che mostrava alcuni migranti africani ridotti in schiavitù, ha deciso di intervenire. 

Le sanzioni contro quattro libici - tra cui il capo di un'unità della Guardia Costiera del Paese nordafricano - e due eritrei sono ritenute il primo provvedimento di questo tipo contro i trafficanti di esseri umani, secondo la BBC.

I Paesi Bassi, sostenuti da Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti, hanno chiesto al comitato ONU per le sanzioni di imporre un congelamento globale dei beni e un divieto di viaggio su sei persone: Fitiwi Abdelrazak, Ahmad Oumar al-Dabbashi, Ermias Ghermay, Mohammed Kachlaf, Abd al-Rahman al-Milad e Mus’ab Abu Qarin.

A maggio, la Russia ha richiesto maggiori informazioni sull'azione proposta, cercando di ferrmarla, ma successivamente ha accettato l'imposizione delle sanzioni.

Le Nazioni Unite hanno definito Ghermay "uno dei più importanti attori dell'Africa subsahariana coinvolti nel traffico illecito di esseri umani". Le sanzioni, stabilite secondo un regime sanzionatorio introdotto nel 2011, avranno effetto immediato.

La Libia è sprofondata nel caos dopo una ribellione appoggiata dalla Nato nel 2011, che ha portato alla cacciata e all'uccisione del colonnello Gheddafi. Da allora, due diversi governi sostenuti da milizie competono per il controllo del Paese produttore di petrolio. Si registra anche una presenza dello Stato Islamico.

I trafficanti che operano con impunità in Libia hanno inviato centinaia di migliaia di migranti via mare verso l'Europa, soprattutto l'Italia, dal 2014, e in migliaia sono morti lungo il tragitto, trasformando il Mar Mediterraneo in una sorta di immenso cimitero.

13 giugno 2018

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