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Kaleydoskop, finestra sulla cultura e società civile turca

la nuova testata online indipendente

Il logo della rivista online Kaleydoskop

Il logo della rivista online Kaleydoskop Produzioni dal Basso

Parlare della cultura e della società civile della Turchia, che riescono a sottrarre spazi al pensiero unico del governo conservatore e autoritario di Erdoğan e vogliono dare voce alle minoranze e ai loro diritti civili. Con queste premesse è nata Kaleydoskop, rivista online sulla cultura e società turca, edita in lingua italiana per lettori interessati a temi che non compaiono spesso sulla stampa quotidiana, attenta soprattutto ai fatti politici della Turchia, ultimamente per lo più drammatici, con il perdurare dello stato di emergenza seguito al fallito colpo di stato del luglio 2016.

Kaleydoskop  si occupa di cinema, fotografia, satira, creazioni e documentari sonori, festival letterari, musicali, cinematografici, mostre, performance, laboratori, riviste, seminari, iniziative, programmi radio, esperimenti editoriali, per osservare la Turchia come una realtà sfaccettata e molteplice, allo stesso modo con cui un caleidoscopio serve a guardare la realtà in composizioni originali e nuove, che mutano a ogni movimento.

La rivista è diretta da Lea Nocera, studiosa di Turchia contemporanea e docente di Lingua e letteratura turca all’Università L’Orientale di Napoli, e curata da Fazila Mat (caporedattrice), Giulia Ansaldo, Carlotta De Sanctis e Valentina Marcella, che hanno dedicato alla Turchia i loro studi e la loro vita professionale. Con Kaleydoskop si sono impegnate in un progetto che, oltre a informare, vuole sostenere forme di cittadinanza attiva in un Paese dove, dal luglio 2016, sono stati arrestati undici deputati dell’opposizione, 63 sindaci (quasi tutti curdi), 172 giornalisti e dieci attivisti per i diritti umani, spesso senza processo, come ha ricordato il politologo turco Cengiz Aktar in un recente articolo pubblicato sul settimanale Internazionale“Dopo la vittoria del sì ottenuta per il rotto della cuffia, il regime fascista e anti-occidentale di Ankara gode di una posizione di forza che gli permette d’imporsi in maniera totale sulle istituzioni e sulla società... In Turchia non si parla più di diritti umani, minoranze o diritto tout court. Il regime si fa invece forte di una nuova legittimità e, naturalmente, di un nuovo “diritto”", ha scritto Aktar.

Di fronte a questo quadro desolante, Kaleydoskop vuole offrire un'informazione alternativa partendo dalla cultura e dalla società civile "anche per rendere giustizia a quanti si battono in Turchia per la costruzione di una società plurale, inclusiva, nel rispetto delle differenze linguistiche, etniche, religiose, di genere contro l’imposizione di un’identità nazionale dominante, omogenea, monolitica”.

Kaleydoskop è un progetto indipendente basato sul lavoro di redazione volontario e sostenuto da numerosi donatori attraverso una campana di crowdfunding.

Viviana Vestrucci

12 ottobre 2017

Genocidi e crimini contro l'Umanità

la negazione del valore dell'individuo

La prima definizione giuridica in materia di persecuzioni di massa risale al 1915 e riguarda il massacro delle popolazioni armene da parte dei turchi, cui seguono i processi delle Corti marziali a carico dei responsabili. Nel Trattato di Sèvres del 1920 le Grandi Potenze usano i termini di crimini contro la civilizzazione e crimini di lesa umanità.
Al termine della seconda guerra mondiale, di fronte alla tragedia della Shoah, il Tribunale Militare del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti stabilisce, in apertura, i crimini per i quali la Corte ha competenza...
Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

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Multimedia

Diritti umani

di Ani Boghossian

La storia

Sylvie Maunga Mbanga

avvocato contro gli stupri e per il dialogo tra le etnie