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L'antisemitismo preoccupa Budapest

il Congresso ebraico mondiale si riunisce in Ungheria

La diffusione dell'antisemitismo preoccupa l'Ungheria, e anche la comunità ebraica internazionale. Lo dimostra la decisione di tenere il Congresso Ebraico Mondiale a Budapest piuttosto che a Gerusalemme, in seguito all'aumentare degli atti antisemiti che ha caratterizzato la cronaca degli ultimi mesi.

Il risultato del congresso è stata l'approvazione di una risoluzione che richiede al governo ungherese di riconoscere il partito di estrema desta Jobbik costituisce "una minaccia fondamentale per la democrazia" del Paese. All'esercutivo di Viktor Orban viene inoltre richiesto di firmare la Dichiarazione di Londra sulla lotta all'antisemitismo.

Il documento inoltre invita gli altri Stati a dichiarare fuori legge la pubblica negazione dell'Olocausto e, dove esistono appropriate previsioni costituzionali, considerare la possibilità di bandire i partiti neonazisti. Lo scopo della risoluzione è quello di portare gli Stati all'adozione di una legislazione per la protezione dei propri cittadini e residenti, in particolare delle minoranze più vulnerabili come rom e ebrei, da "minacce di violenza, odio razzista e insulti".

In Ungheria il negazionismo è un problema diffuso, nonostante dal 2010 esista una legge che lo condanna. Sono sempre più numerosi i casi di atti espressamente antisemiti, dalle dichiarazioni in Parlamento del partito Jobbik alle aggressioni vere e proprie. L'utlima è avvenuta ai danni del presidente della Associazione Raoul Wallenberg che, metre assisteva a una partita di calcio, è stato prima vittima di insulti razzisti e poi colpito al naso.

Il fenomeno dell'antisemitismo tuttavia non riguarda solamente l'Ungheria. L'ascesa di Alba Dorata in Grecia ha portato anche in questo Stato alla diffusione di un sentimento razzista. In risposta a tale atteggiamento, il Parlamento greco ha promosso un'iniziativa legislativa per combattere l'antisemitismo e le altre forme di razzismo nel Paese.

Il Presidente delle Comunità Ebraiche della Grecia, Saltiel, ha sottolineato che la legislazione proposta non fornisce immunità diplomatica, e potrà quindi essere applicata anche ai deputati di Alba Dorata, qualora violassero la norma.

In base a questa legge, ogni individuo o gruppo che inciti alla violenza o commetta atti di violenza contro altri individui "a causa delle loro origini razziali, del colore della loro pelle, della loro religione e/o delle loro preferenze sessuali" potrà essere punito con una detenzione da 3 mesi a 6 anni, e dovrà pagare fino a 20.000 euro di ammenda.

9 maggio 2013

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