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La Francia unita contro l'antisemitismo

dopo la strage di Trèbes e l'inutile, squallido e crudele omicidio di Mireille Knoll

Lo striscione della manifestazione del 28 marzo a Parigi

Lo striscione della manifestazione del 28 marzo a Parigi The New York Times

Venerdì 23 marzo l'orrore jihadista ritornava in Francia, con la strage nel supermercato di Trèbes, vicino a Carcassonne. Ci sono stati sei morti e decine di feriti in quello che è stato anche il teatro dell'ultimo eroico intervento di Arnaud Beltrame, ufficiale di carriera addestrato della polizia francese, 45 anni. L'uomo ha riscattato tutto l'orrore di quella che ormai in Francia è una guerra, offrendo la propria vita in cambio di quella di un ostaggio, una donna.

Il mondo non finiva di piangere le vittime, compreso quest'uomo eroico, quando si è diffusa la notizia della morte di un'anziana signora ebrea sopravvissuta alla Shoah, Mireille Knoll, parigina di 85 anni. Accusato del brutale omicidio, perpetrato con coltellate e rogo all'abitazione della vittima, è il vicino di casa musulmano della donna, che sembra abbia agito in base al movente antisemita. Movente comunque non disgiunto da possibili aderenze con la criminalità comune, visto che pareva che l'uomo avesse minacciato la badante dell'anziana, rea di averlo accusato di molestie contro la sua bambina. 

In Francia il 28 febbraio c'è stata una grande marcia contro l'antisemitismo, senza bandiere di partito ma tutti dietro a striscioni bianchi. Sembra quindi certo che il mondo jihadista sia come una nuova forma di estremismo che vuole colpire gli ebrei, come il nazismo nel 1942, quando Mireille Knoll, a 10 anni, era sfuggita alla famigerata retata del Velodromo d'Inverno. Non è difficile scorgere anche, così come l'essenza del Giusto (colui che si sacrifica per salvare vite umane) in Arnaud Beltrame, anche purtroppo una realtà di vigliaccheria e di violenza gratuita non solo nel comportamento dei terroristi di Trèbes, ma anche proprio in quello del vicino di casa di Mireille Knoll, che lei - l'ha detto il figlio - amava come se fosse stato figlio suo. 

Oggi si discute se gli ebrei possano ancora vivere in Francia. Ogni giorno il quotidiano israeliano Haaretz ci segnala che sempre più israeliti stiano fuggendo dalla Patria dei Lumi. Le nipotine israeliane della Knoll hanno confermato di essere scappate già da tempo da Parigi per sfuggire all'odio antisemita. Eppure la Francia è anche un Paese che sa resistere, che ha dei Giusti (anche tra i musulmani, come ha dimostrato Lassana Bathily difendendo i clienti ebrei al supermarket Hyper Cacher nel 2015).

Un amico di Gariwo, il francese Marc-Henri Fermont, dopo la cerimonia al Monte Stella in occasione della Giornata dei Giusti 2017 è diventato anche amico personale di Lassana e di recente è stato con lui a guardare una partita di rugby. L'uomo che controllava i biglietti l'ha lasciato passare quasi senza chiedergli il suo perché, gli ha detto: "Ti ho riconosciuto, fratello mio, tu sei l'eroe che ha salvato gli ebrei".

Forse una cultura di conoscenza di questi esempi positivi e di queste buone pratiche può ancora salvare la convivenza civile e il senso di sicurezza degli ebrei nella Francia devastata dal terrorismo e dalle violenze degli jihadisti.

29 marzo 2018

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Il 9 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva all’unanimità la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, considerato il più grave crimine contro l'Umanità.

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