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La risposta di Trump al virus riflette disprezzo per la scienza

la prassi è sempre sminuire le competenze , dice il NYT

Il presidente Donald Trump e il dottor Anthony Fauci

Il presidente Donald Trump e il dottor Anthony Fauci (AP Photo/Evan Vucci)

Dallo scoppio dell'epidemia da Covid-19 il presidente Donald Trump ha più volte contraddetto gli esperti, confermando che il disprezzo per le competenze scientifiche è una caratteristica costante della sua amministrazione. Lo scrivono Lisa Friedman e Brad Plumer, giornalisti specializzati nei temi dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, in lungo un articolo sul quotidiano The New York Times, raccogliendo le critiche rivolte a un presidente diffidente nei confronti della scienza e abituato ad anteporre il proprio interesse politico ai fatti.

In marzo, durante una visita ai medici e ai ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention (C.D.C.), l’agenzia nazionale per la tutela della sanità in prima linea nella lotta contro il coronavirus, il presidente Trump ha pronunciato parole di elogio per la competenza scientifica dei presenti, esaltando in particolare la propria.
"Donald Trump è il presidente più contrario alla scienza e alla tutela dell'ambiente che abbiamo mai avuto", ha dichiarato Douglas Brinkley, professore di storia alla Rice University. Le iniziative del presidente hanno eroso la profonda competenza scientifica maturata dal governo, una delle risorse più importanti, costruita nel corso di decenni. "È assurdamente pazzo e sconsiderato", ha detto Brinkley.

Judd Deere, portavoce della Casa Bianca, ha replicato che la gestione dell'epidemia da coronavirus da parte di Trump “ha messo a disposizione tutto il potere del governo federale per rallentare l’epidemia, salvare vite e condurre questo grande Paese sulla strada della riapertura”.
Ma ben prima di vincere la presidenza Trump aveva messo pubblicamente in discussione la scienza esprimendo scetticismo sui vaccini e suggerendo che il cambiamento climatico era un'invenzione fabbricata dalla Cina. Una volta in carica, ha cominciato a minimizzare o ignorare sistematicamente la scienza per indebolire le leggi di tutela dell’ambiente e contro il riscaldamento globale.
Le case automobilistiche, gli agricoltori e altri settori avevano cercato una soluzione, affermando che norme più flessibili avrebbero comunque garantito progressi in materia di protezione ambientale evitando al contempo vincoli burocratici. Ma l'amministrazione Trump ha emarginato gli scienziati, sciolto i comitati consultivi di esperti e soppresso o alterato i risultati che chiariscono i pericoli dell'inquinamento e del riscaldamento globale.

Più recentemente, quando l'epidemia di coronavirus ha travolto la nazione, Trump si è scontrato ripetutamente con gli esperti della sanità pubblica. È stato lento a reagire ai primi avvertimenti interni e ha promosso l'uso di vari farmaci per combattere il virus, anche se gli scienziati dicevano che non c'erano prove che sarebbero stati efficaci. Ha anche suggerito che l'iniezione di disinfettanti potrebbe aiutare a sconfiggere il Covid-19, suscitando critiche a livello globale.

La scorsa settimana Trump ha minimizzato l’avvertimento di Anthony Fauci, l'esperto in campo sanitario più autorevole dell'amministrazione, secondo il quale gli Stati Uniti non hanno ancora la capacità adeguata per testare il coronavirus. "Non sono d'accordo con lui su questo, no", ha dichiarato Trump. "Penso che stiamo facendo un ottimo lavoro sui test". Il presidente ha anche suggerito che il virus potrebbe scomparire in autunno, una linea che è stata immediatamente contestata da Fauci, che ha dichiarato: “Avremo il coronavirus in autunno. Ne sono convinto. "

Gli storici e gli esperti di politica estera hanno affermato che il disprezzo dell'amministrazione per le competenze scientifiche - combinato con il ritiro degli Stati Uniti dagli accordi commerciali internazionali e dalle alleanze di difesa sovranazionale come la NATO - sta ridimensionando il ruolo del Paese nella scena mondiale. Altri osservatori hanno notato che la decisione di Trump di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi, il patto del 2015 tra le nazioni per combattere i cambiamenti climatici, ha lasciato il mondo alla deriva riguardo a una delle maggiori sfide per l'umanità. E ora, con la pandemia globale, Trump ha dichiarato che interromperà i finanziamenti all'Organizzazione mondiale della sanità.

Parte di ciò che ha reso grande l'America dopo la seconda guerra mondiale, ha detto Kori Schake, direttore dell’American Enterprise Institute per gli studi di politica estera e difesa, era che "rappresentavamo la modernità in tutti i suoi vantaggi", sia creando un vaccino contro la poliomielite, sia facendo sbarcare un uomo sulla Luna. "Sarà necessaria una vera lotta per ripristinare l'ammirazione per gli Stati Uniti che è una parte così importante del nostro potere nel mondo".

L'amministrazione Trump affronta immense sfide nell'epidemia da coronavirus. La sospensione delle attività a livello nazionale ha già causato la disoccupazione di 26 milioni di persone. Ma gli esperti sanitari concordano che rimandare le persone al lavoro troppo presto, prima che vengano messe in atto misure come un efficace sistema di test, rischia di provocare nuove infezioni, approfondendo la crisi. Gli esperti hanno anche segnalato che le frequenti esortazioni di Trump per fare ripartire rapidamente l'economia rischiano di indebolire un messaggio di importanza vitale per la salute pubblica in un momento difficile.

Anche le amministrazioni precedenti hanno, in varia misura, ignorato le scoperte scientifiche che erano in conflitto con le priorità politiche. Ad esempio, l'amministrazione Reagan è stata criticata dagli esperti per la lentezza nel rispondere alla crisi dell'AIDS negli anni '80. E nel 2011, il principale consigliere del presidente Barack Obama nel campo della sanità ha respinto il parere degli scienziati della Food and Drug Administration, che avevano dimostrato che i contraccettivi da banco erano sicuri per i minori.

Ma all'interno dell'amministrazione Trump gli attacchi alla scienza e alle competenze sono stati molto più ampi. "Gli scienziati raccontano cose scomode", ha detto Jerry Taylor, presidente del centro di ricerca Niskanen Center ed ex-negazionista dei cambiamenti climatici, ora favorevole alla scienza del clima. "Se stiamo parlando di E.P.A. o stiamo parlando dei cambiamenti climatici in senso lato, o stiamo parlando del coronavirus, l'attuale amministrazione è costantemente impegnata nel pensiero a-scientifico“. (Environmental Protection Agency, E.P.A., Agenzia per la protezione ambientale, n.d.t.).

I critici dell'amministrazione sia su questioni ambientali che sul virus affermano che la politica federale è stata modellata per favorire un guadagno economico a breve termine a spese della sanità pubblica. Con gran parte della nazione a casa per proteggersi dal coronavirus - con le attività commerciali bloccate, la disoccupazione alle stelle e le turbolenze sui mercati finanziari - le motivazioni per riavviare l'economia sono potenti.
Taylor ha affermato che alcuni conservatori stanno erroneamente considerando l’ordine di rimanere a casa come la principale causa dei guai della nazione invece del virus stesso.

Nel corso dell'ultimo mese l'E.P.A. ha emanato misure per ammorbidire le norme contro l'inquinamento da mercurio e le emissioni delle automobili, annullando il parere del comitato consultivo indipendente dell'Agenzia, secondo cui tali risultati mancavano di rigore scientifico. L'E.P.A. ha anche rifiutato di inasprire gli standard di qualità dell'aria, nonostante le ricerche preliminari suggeriscano che un'esposizione a lungo termine all'aria sporca potrebbe esacerbare il rischio di morte per coronavirus. L'amministrazione Trump però ha affermato di poter salvaguardare la salute e l'ambiente allentando le restrizioni sull'industria. Andrea Woods, portavoce di E.P.A., ha dichiarato: "Non abbiamo mai ignorato la scienza nel prendere le decisioni politiche molto difficili richieste dall'agenzia".

Quando si tratta dell'epidemia di coronavirus, c'è però ancora un elemento importante a fare da contrappeso alle iniziative di Trump: il dottor Fauci. Alla domanda se ritenesse che gli esperti del National Institutes of Health non fossero in grado di esprimere le proprie opinioni o di opporsi a Trump, il dottor Fauci ha risposto: ”assolutamente no”. Questo contrasta con l'approccio dell'amministrazione su questioni come i cambiamenti climatici, in cui i funzionari che hanno parlato sono stati messi da parte. Di seguito alcuni esempi.

A luglio, Rod Schoonover, analista dell'intelligence del Dipartimento di Stato, si è dimesso per protesta dopo che la Casa Bianca ha bloccato il suo intervento sulla scienza del clima in una audizione al Congresso. In altri casi, l'amministrazione ha promosso il lavoro dei negazionisti climatici e ha permesso loro di inserire false dichiarazioni di fatti scientifici nei documenti federali.

A febbraio, Nancy Messonnier, una delle dirigenti della C.D.C., è stata allontanata dall’ufficio per il controllo della risposta al coronavirus. Messonnier aveva avvertito che gli americani devono prepararsi a una “rottura traumatica”, mentre Trump insisteva sul fatto che il virus era "molto ben controllato nel nostro Paese".

La scorsa settimana, Rick Bright è stato licenziato come direttore della Biomedical Advanced Research and Development Authority, l'agenzia impegnata nella ricerca sui trattamenti contro il coronavirus. Bright ha affermato di essere stato rimosso dopo aver sollecitato cautela nel facilitare l'accesso all'idrossiclorochina, il controverso trattamento consigliato da Trump, e ha aggiunto che l'amministrazione ha messo "la politica e il clientelismo davanti alla scienza".

30 aprile 2020

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