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Madri di Plaza de Mayo, 35 anni di lotte

per la verità sui desaparecidos

Compie 35 anni il movimento argentino delle Madri di Plaza de Mayo, che prende il nome dal punto di Buenos Aires dove un giorno del 1977, sfidando la dittatura militare, le genitrici dei ragazzi sequestrati dai carnefici fascisti si radunarono per chiedere giustizia. 

All'inizio volevano consegnare una lettera per il dittatore, il generale Videla, ricorda alla BBC Hebe de Bonafini, Presidente e cofondatrice del gruppo. "Ricordo un piccolo drappello di madri, alcune delle quali terrorizzate. Molte venivano da paesini lontani dalla città. Alcune, come me, non avevano finito le elementari. Altre non sapevano nemmeno leggere o scrivere".


Le loro richieste di sapere dove erano stati portati i figli si scontrarono con il silenzio delle autorità. Era la tragedia dei desaparecidos, che riguardò oltre 30mila giovani rapiti e assassinati da gruppi di estrema destra o dai militari che si erano imposti con un golpe nel 1976.


La dittatura vietava perfino di riunirsi in tre persone, ma le Madri spontaneamente si misero in fila a due a due e diedero inizio a quelli che sono diventati 35 anni di cortei silenziosi. 


Non molte madri sono sopravvissute al tempo e alla lotta, ma quelle che sono rimaste si riuniscono ogni giovedi pomeriggio dal 30 aprile 1977 per marciare contro il gorgo di violenza politica che ha fagocitato i loro figli.    


3 maggio 2012

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