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Malala ritira il Premio Sakharov

cerimonia a Strasburgo

Malala Yousafzai, la sedicenne pakistana che ha sfidato i talebani con la sua lotta per il diritto all’istruzione, si è recata a Strasburgo per ritirare il Premio Sakharov, attribuito ogni anno dal Parlamento europeo a chi si batte per la libertà di pensiero.

“Non sono d’accordo con quello che hai da dire, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo” - ha esordito la ragazza citando Voltaire - Il premio Sakharov è un riconoscimento prestigioso, che mi incoraggia a proseguire su questa strada”.

La giovane ha poi rivolto agli europarlamentari un appello a dare “una penna e un libro” ai milioni di bambini cui è negato il diritto all’educazione. “Questi bambini hanno fame di istruzione - ha dichiarato Malala, ricevendo il premio dal presidente Martin Schulz - e questo deve scuotere le nostre coscienze. Non possiamo immaginare un mondo senza istruzione”. E ancora: “Nel mondo esiste la povertà, la mancanza di libertà e la paura del terrorismo, ma c'è anche la speranza e tutti noi oggi siamo qui uniti per aiutare questi bambini, per dare loro una voce e agire nel loro interesse”.

In occasione del 25esimo anniversario del Premio, l’emiciclo di Strasburgo ha ospitato 22 tra i precedenti vincitori. Malala ne ha ricordati alcuni, primi tra tutti Nelson Mandela e Aung San Suu Kyi. “Dedico questo premio alle Aung San Suu Kyi del Pakistan e del mondo - ha dichiarato la ragazza - agli eroi dimenticati del mio Paese che ogni giorno combattono per i diritti umani".

Malala - candidata anche al Premio Nobel per la pace 2013 - è diventata, con la sua lotta per il diritto all’istruzione, ”un'icona globale e un simbolo della lotta al fanatismo”, come l’ha definita il presidente Shulz.

21 novembre 2013

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