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Navalny, detenuto politico

5 anni di carcere all'oppositore di Putin

Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni, il giudice Sergei Bilnov ha comminato una pena di cinque. Si chiude così il processo ad Alexei Navalny, che è stato preso in custodia dalla polizia direttamente dall’aula del tribunale di Kirov. La sentenza arriva dopo la decisione della Commissione elettorale di approvare ufficialmente la candidatura dell’avvocato-blogger più famoso del Paese come sindaco di Mosca. Con la condanna Navalny può formalmente conservare lo status di candidato, ma parte del suo team spinge ora per il ritiro, e resta da vedere se l’uomo riceverà l’interdizione ai pubblici uffici.

Considerato il maggiore oppositore di Vladimir Putin, Navalny ha guidato le proteste antigovernative del 2011, attività che gli è costata il carcere. Il suo blog, in cui denunciava la corruzione e l’illegalità di Mosca, lo ha reso popolare e al tempo stesso “pericoloso” per il regime di Putin. Le accuse contro di lui, giudicato ad “alta pericolosità sociale” dal pubblico ministero, sono quelle di truffa in una vicenda di vendite sottocosto di partite di legname a una società statale. Reati economici quindi, come quelli imputati a un altro oppositore - Mikhail Khodorkovsky - in quella che pare una strategia ben definita per attirare l’ira popolare contro i dissidenti.

Come scrive Anna Zafesova dalle pagine de La Stampa, “Così è finita la storia del blogger Navalny ed è cominciata la storia del detenuto politico Navalny”. Il verdetto di colpevolezza era ovvio e scontato, come ha commentato pochi minuti dopo dal carcere lo stesso Khodorkovsky. Una sentenza, secondo Navalny, “dettata da Vladimir Putin in persona”. Subito dopo la pronuncia del verdetto, l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza Catherine Ashton si è detta preoccupata della decisione della Corte, che solleva "seri dubbi sullo stato di diritto in Russia".

Stasera l’opposizione ha dato appuntamento a tutti nella Piazza del Maneggio di Mosca, proprio davanti all’albergo dei ministri del G20. La portata della partecipazione segnerà un passo importante per il movimento di protesta, che ha l’occasione di mostrare il suo desiderio di organizzarsi e dare vita a una forza realmente in grado di contrastare Putin a livello elettorale, elemento finora assente nella vita politica russa.

18 luglio 2013

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