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Siria di sangue

la repressione ha ucciso 5 mila persone

Il regime di Assad ha ucciso più di 5 mila persone. È questa la drammatica denuncia dell'ONU che lancia un allarme sulla situazione del Paese. Oggi sono morte 23 persone, 8 civili.

Il regime non allenta la stretta sugli oppositori:  la blogger Razan Ghazzawi, arrestata lo scorso ottobre, è stata accusata da Damasco di incitare scontri settari, diffondendo informazioni false e indebolendo il sentimento di unità nazionale. Questa è un'accusa che viene mossa spesso a coloro che si oppongono ad Assad.
Mona Ghorayib ha 25 anni ed è al sesto mese di gravidanza. È la moglie di Thaer al-Nashef, un giornalista in esilio che ha denunciato i crimini del regime: lui e la sua famiglia vivono in Egitto.

Lo scorso novembre Mona si trovava  al Cairo, nell'atrio del palazzo dei suoi genitori. Mentre cerca il cellulare nella borsetta si rende conto di essere accerchiata da due uomini che immediatamente le spruzzano uno spray sul volto, facendole perdere conoscenza. 

Si risveglia in una camera dove l'unica finestra è chiusa con delle assi. Un ventilatore è acceso nonostante il freddo. Immagina di essere lontana dalla città per via delle rane che sente gracidare e cerca di mettersi seduta ma non ci riesce per le vertigini.  Sente una voce dall'accento siriano che domanda se lei è la moglie di Nashef e qualcuno che conferma con un si.

Da quando, nel 2005, Thaer al-Nashef e la sua famiglia hanno lasciato Damasco sono oggetto di continue intimidazioni tramite mail e telefono. Da quando sono scoppiate le rivolte e il giornalista ha documentato gli abusi del regime si sono fatte più frequenti. "Mi hanno minacciato dicendo che avrebbero rapito mia moglie e poi l'avrebbero uccisa, infine avrebbero ammazzato me". 

La donna è stata rilasciata dopo 24 ore.

14 dicembre 2011

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