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Storico cessate il fuoco tra PKK e Turchia

lo annuncia il leader curdo Ocalan

Le celebrazioni del nuovo anno curdo si aprono con una dichiarazione storica, il cessate il fuoco tra PKK e la Turchia, dopo un conflitto di quasi 30 anni che ha causato più di 40.000 vittime.

La tregua è stata annunciata dalla lettura del messaggio di Abdullah Ocalan, leader del PKK in carcere dal 1999, nella città di Diyarbakir. "Il tempo per la pace è arrivato - recitava il messaggio - vogliamo risolvere rapidamente il problema del conflitto armato senza perdere altro tempo e altre vite". La decisione di Ocalan, preannunciata già negli scorsi giorni, è arrivata alla fine di una serie di incontri con il leader turco Erdogan, che avevano portato anche alla liberazione di otto ostaggi turchi catturati dal PKK in Iraq e detenuti da due anni.

La comunità curda è formata da circa 30-40 milioni di persone, che vivono tra Turchia, Iran, Siria, Iraq e Armenia. È però la Turchia a ospitare la maggior parte dei curdi, quasi 20 milioni, che costituiscono il 20% della popolazione del Paese.

Il nazionalismo curdo risale allo smembramento dell'Impero ottomano dopo la Prima guerra mondiale. La firma del Trattato di Losanna nel 1923, che riconobbe la Repubblica turca come Stato sovrano e rifiutò la creazione di uno Stato curdo indipendente, accese le proteste, che portarono nel 1978 alla nascita del PKK.

Il cessate il fuoco è il primo passo della roadmap proposta da Ocalan, che prevede il ritiro di cira 3500 uomini armati dalla Turchia all'Iraq (dove il PKK mantiene le sue basi), il disarmo e il reinserimento dei guerriglieri. Il tutto in cambio non della costituzione di un Kurdistan indipendente, ma di cambiamenti costituzionali e giuridici sostanziali, che garantiscano ai curdi turchi maggiori diritti sociali e politici e diano alle autorità locali dei territori a maggioranza curda poteri più ampi.

21 marzo 2013

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