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Turchia: rilasciati i giornalisti Dündar e Gül

continueranno la battaglia per la libertà di stampa

Erdem Gül e Can Dündar parlano alla stampa dopo il loro rilascio dal carcere di Silivri

Erdem Gül e Can Dündar parlano alla stampa dopo il loro rilascio dal carcere di Silivri AFP Photo

Can Dündar, direttore del quotidiano turco di opposizione Cumhuriyet, ed Erdem Gül, capo della redazione di Ankara del giornale, sono stati liberati dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, secondo cui l'arresto aveva violato i loro diritti. Ad accoglierli all’uscita dal carcere di Silivri, alla periferia di Istanbul, dopo 92 giorni di detenzione con l’accusa di terrorismo, c’era una folta rappresentanza delle persone che da mesi protestano contro le misure repressive del governo e della magistratura contro decine di giornalisti.

Dündar e Gül erano stati arrestati il 26 novembre e accusati di spionaggio ai danni della sicurezza nazionale e fiancheggiamento di un gruppo terroristico armato dopo la pubblicazione, sulle pagine di Cumhuriyet, di un articolo riguardante dei camion dell’Agenzia Nazionale di Intelligence turca che presumibilmente stavano trasportando armi a gruppi non identificati in Siria nel 2014.

"Pensiamo che la sentenza della Corte Costituzionale sia un fatto storico", ha detto Dündar ai giornalisti fuori dal carcere, circondato da amici e familiari. "Questo verdetto ha aperto la strada non solo per noi ma per tutti i nostri colleghi e per la libertà di stampa e di espressione", ha affermato, aggiungendo che il suo rilascio è "un regalo di compleanno” per il Presidente Erdogan, che compie 62 anni oggi.

Dündar e Gül hanno sottolineato che il loro rilascio non significa che la questione della libertà di stampa sia risolta e ribadito che continueranno a battersi per gli altri giornalisti ancora in prigione. “La Corte Costituzionale ha applicato i criteri stabiliti dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani. Questo dà una speranza per i nostri 30 colleghi arrestati".

Nonostante la loro liberazione, i due giornalisti rischiano ancora la possibile condanna all'ergastolo e a 30 anni di carcere nel processo che dovrebbe iniziare il 25 marzo. Hanno inoltre il divieto di lasciare il paese.

di Viviana Vestrucci

26 febbraio 2016

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